BRESCIA – Pmi e finanza: le istruzioni su fondi e quotazioni in Borsa

0

Private equity e piccole imprese: prove di avvicinamento. Imprese e quotazione in Borsa: proviamo a conoscerci e a far crescere la sensibilità sul problema, soprattutto in stagioni di crisi in cui esser più o meno finanziariamente strutturati può fare la differenza.

E’ stato questo l’obiettivo del seminario che si è svolto oggi, mercoledì 26 ottobre, organizzato dall’Aib sull’innovazione nella  finanza aziendale. “Un incontro finalizzato – ha detto Francesco Franceschetti, presidente della piccola industria nell’associazione – soprattutto a guidare gli imprenditori che decidessero di aprire il capitale ai fondi o alla Borsa”. I modelli a Brescia non mancano e le testimonianze sono arrivate dalla tavola rotonda che ha chiuso una giornata in cui è emersa anche la proposta di un fondo di fondi locali, ovvero uno di investimento dentro al quale ci stia anche quello per lo sviluppo delle imprese italiane, il più grande fondo italiano di capitale per lo sviluppo, costituito per dare impulso alla crescita patrimoniale delle pmi.

Il private equity investe poco a Brescia e quando lo fa interviene sulle imprese medie e medio grandi del comparto automotive e manifatturiero, i settori forti del bresciano, trascurando completamente le pmi”. E’ uno degli aspetti più rilevanti messo in luce dalla ricerca “Le operazioni di finanza straordinaria nel bresciano” realizzata da Clarium, la società locale di advisoring di cui è amministratore delegato Paolo Chiari e presentata in occasione del convegno odierno. L’indagine ha preso in esame il triennio 2008-2010, distinguendo anzitutto le operazioni di fusione e acquisizione compiute da controparti industriali da quelle effettuate da fondi e private equity.

Queste ultime sono state in tutto solo 15 per un valore complessivo superiore ai 360 milioni di euro (dieci operazioni nel 2008, tre nel 2009 e due nel 2010). Molto più numerose, invece, 169 in tutto, le operazioni di carattere industriale: 80 nel 2008, 59 nel 2009, 30 nel 2010 per un valore complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro. Le 184 operazioni di finanza straordinaria valgono quindi più di 2 miliardi di euro. Nel triennio, emerge ancora dalla ricerca illustrata dal vicepresidente del Terziario Aib, i capitali di private equity sono intervenuti principalmente con l’obiettivo di modificare la proprietà dell’impresa, assumendo quindi il controllo societario, concentrando i volumi di investimento sulle aziende con fatturati compresi tra i 30 e i 250 milioni di euro, ignorando completamente le imprese sotto i 10 milioni di fatturato.

Il manifatturiero si conferma settore d’elezione anche per le operazioni tra controparti industriali, assorbendo nel triennio circa il 55% degli 1,6 miliardi complessivi. Dopo la presentazione della ricerca, l’incontro è proseguito con gli interventi di Gabriele Cappellini del Fondo Italiano d’Investimento, Barbara Lunghi responsabile dei mercati pmi della Borsa Italiana, Angelo Facchinetti di Hopa, Flavio Gandolfi di Bai, Paolo Bertuzzi di Turboden, Luca Roda alla guida dell’omonima azienda e Alfredo Sala di Gefran.