BOVEZZO – In valle modi di diversificare per sopravvivere alla crisi

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Il Paese della bassa Valtrompia si distingue per la varietà delle produzioni che non si limitano alle tradizionali attività presenti sul nostro territorio (ferro, macchine utensili e armi) ma spaziano dalle prestigiose lampade, alle apparecchiature elettromedicali, ai prodotti da forno, ai box doccia, e, per non farsi mancare niente, fino a pochi anni fa alla produzione del torrone artigianale.

La parola d’ordine è “diversificare” per esplorare nuovi campi e impiegare efficacemente le risorse esistenti allo scopo di superare questi momenti difficili. Siamo nella zona artigianale di Bovezzo, nella parte est del paese, a pochi passi dal confine con Nave.

L’appuntamento, per un caffè e due chiacchiere, è con Gianluigi Scalvini titolare della ditta omonima, diramazione “corsaiola” della Scarov che costruisce marmitte per motocicli da quasi quarant’anni. Franco Scalvini, padre di Gianluigi, ha iniziato la sua attività nel 1974; dentro il garage di casa, nel nucleo antico del paese si costruivano le prime marmitte. Poi l’incontro con Polini (chi ha elaborato un “cinquantino” sa di cosa stiamo parlando) e una sostanziosa commessa per “lavorazione conto terzi” costringono l’imprenditore bovezzese a mettere mano al portafoglio per ampliare l’azienda. Nei primi anni ottanta si entra nel nuovo capannone, con annessa residenza, che diventa la sede definitiva.

Nel frattempo Gianluigi pensa alle corse: dal 1988 nelle gare nazionali, dal 1993 al 2001 nel campionato mondiale. Le soddisfazioni non mancano perché si possono computare 116 gare disputate, due GP vinti nella classe 125, 6° classificato assoluto e 1° dei piloti non ufficiali (in sella a un’Aprilia) nel campionato del mondo 1999 cui si aggiungono cinque podi e due pole position. Ci vuole un po’ di tempo per attirare l’attenzione di Franco che, anche oggi, invece di andare al bar a giocare a carte con gli amici, è qui a forgiare metalli e saldare lamiere per creare i sui pezzi unici artigianali.

La misurata cortesia (è quella che preferisco) si limita a una stretta di mano e poche chiacchiere: “Gianluigi è in ufficio”, e poi giù martellate! La “Scalvini Racing”, fondata da Gianluigi nel 2009, conta nove addetti compreso il titolare, realizza scarichi da competizione per moto a due e quattro tempi da cross, enduro e motard, fornisce la squadra nazionale minicross della Federazione. Il 50% della produzione è destinato all’estero. Gli scarichi sono costruiti completamente a mano e testati al banco e in pista. I materiali impiegati sono l’alluminio, il carbonio e il titanio per diminuire i pesi e migliorare la resistenza e la durata.

L’esperienza maturata nella realizzazione degli scarichi per moto a due tempi, basata sul principio del cono e controcono, è stata trasferita anche ai terminali delle moto a quattro tempi. Per costruire una sola marmitta è necessaria una quindicina di anelli a diametro variabile perfettamente saldati e finiti con la cura manuale che nessun macchinario è in grado di garantire. Inevitabile la domanda sull’andamento economico del settore che risente, forse più di altri, della crisi perché i primi tagli nei bilanci famigliari riguardano le spese per divertimento e tempo libero ritenute non proprio indispensabili. “ In questi momenti c’è poco da festeggiare ma i progetti ci sono e la determinazione non manca; il nostro obiettivo e lo sviluppo tecnologico, l’innovazione e il miglioramento delle qualità del prodotto”.