SAREZZO – Gli Avogadro fanno storia nelle pagine di Brunello Galliano

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Si terrà venerdì 14 ottobre alle ore 20,30, nell’omonimo Palazzo di via Gremone a Zanano, la presentazione del libro “Gli Avogadro” promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune triumplino. Scritto da Brunello Galliano, il volume sarà illustrato per l’occasione dal prof. Carlo Sabatti, autore di numerose pubblicazioni storico-artistico in ambito valtrumplino e bresciano con l’accompagnamento musicale della corale polifonica “Gennanates”.

Il libro, voluto dal comitato culturale di Noboli e patrocinato dall’assessorato alla Cultura e Turismo della Provincia di Brescia, Comune di Sarezzo e Comunità montana della Valtrompia, rieccheggia il nome Avogadro noto a molti valtrumplini proprio per l’austero palazzo che si affaccia sulla piazza Caduti della Libertà e teatro dell’evento di venerdì sera. Carico di storia, oggi si presenta con gli interventi di ristrutturazione realizzati dal Comune che nel 1800 aveva acquistato l’edificio dalle suore Ancelle di Brescia.

Spulciando tra le pagine del volume, la provenienza di questa nobile e potente famiglia è incerta, ma è evidente il ruolo prestigioso ricoperto dai suoi membri nell’ambito della chiesa bresciana, tanto da essere chiamati “Advocati Ecclesiae Brixiensis”. A Brescia infatti, erano chiamati “Avogadri” i membri dell’illustre famiglia che aveva ricevuto dal Vescovo l’incarico di amministrare e salvaguardare i beni della Chiesa locale. Verso il 1200 si stabilirono anche a Zanano, come testimonia una pietra rinvenuta vicino alla chiesa dei Santi Faustino e Giovita, nella zona del campanile, dove c’era la loro tomba. Da allora, per circa 700 anni, la storia di Zanano e dei suoi abitanti fu strettamente intrecciata con quella degli Avogadro che ebbero nell’attuale palazzo comunale un punto di riferimento.

Il palazzo degli Avogadro

E proprio qui si concentra il racconto di Brunello Galliano che ha voluto raccogliere le notizie pubblicate per raccontare le vicende intrecciate con Brescia e la Repubblica di Venezia. Gli Avogadro, infatti, erano sudditi e grandi alleati della Serenissima durante il periodo del suo massimo splendore che vide la sua espansione nel nord d’Italia. Furono protagonisti delle lotte che in terra bresciana opposero i Guelfi ai Ghibellini e delle battaglie sostenute dalla Repubblica di San Marco contro i Visconti di Milano.

E in tutto questo anche la Chiesa ha avuto sostegno, vista la venerazione che gli Avogadro facevano verso San Bernardino, giunto a Brescia con alcuni suoi frati francescani nel 1442 e destinatario di un lascito che gli permise di dar vita a un convento con una chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli (oggi in via San Francesco a Gardone). Dopo secoli di protagonismo il potere della famiglia si avviò verso il tramonto, ma la fine fu ricca di significato per la  popolazione del luogo. E gli ultimi atti di generosità sono andati alla carità verso i bisognosi e l’educazione per le nuove generazioni.