GARDONE – La sala parto chiude, ieri la riunione del dg in ospedale

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Incontro concitato ieri pomeriggio all’ospedale della valle dopo che nei giorni scorsi, durante un’assemblea della Comunità montana, era stata diffusa la notizia sulla chiusura della sala parto. Sindacati, operatori, medici e i sindaci della Valtrompia hanno incontrato il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Cornelio Coppini giunto in via Giovanni XXIII per spiegare i motivi dell’estrema decisione.

Il reparto nascite, infatti, attivo dagli anni Settanta, è stato e lo è tuttora il punto di riferimento sanitario più importante per la zona, soprattutto per le donne dell’alta valle, da Marcheno in su, in procinto di partorire e che in caso di bisogno possono percorrere pochi chilometri senza giungere fino in città. “Sappiamo e ci rendiamo conto dell’importanza e affetto che tutti i triumplini hanno verso il reparto – ha commento il dg Coppini durante una pausa dell’incontro con i primi cittadini – ma la decisione è dovuta alla sicurezza in caso di emergenza durante il parto, che questa struttura non può assicurare”.

E a questo si lega anche la nuova legge del ministero della Salute che, a fronte della scure dei tagli sulle strutture, prevede la chiusura di tutti i reparti nascite che non arrivano ai 500 parti all’anno. E’ il caso anche di Gardone che, se tra il 2009 e 2010 non ha avuto problemi, per il 2011 si stimano solo 400 nuove nascite. Ma alla perplessità dei sindaci (c’erano rappresentanti di tutti i Comuni), che pensano si tratti di una scelta socio politica e di un primo passo verso il futuro ridimensionamento dell’ospedale, il direttore generale Coppini ha negato ogni ulteriore intervento. “Non ci sarà alcun episodio futuro che cambierà le sorti dell’ospedale – ha detto il dg a microfoni e taccuini – e anzi puntiamo alla collaborazione più stretta tra i reparti di Ginecologia e Chirurgia degli ospedali grazie all’intervento di medici del Civile che metteranno la propria esperienza al servizio dei pazienti triumplini”.

Chiude la sala parto, non ginecologia

Coppini ha anche dato seguito alle notizie dei giorni scorsi che vedranno nascere nel nosocomio gardonese un reparto di venti posti letto per sub acuti che hanno subito interventi chirurgici e punta a sfoltire la massa del Civile e un day hospital ematologico (un altro anche a Montichiari). Lo stesso direttore generale ha confermato, però, che i reparti di ginecologia e monitoraggio delle gravidanze rimarranno aperti. L’umore dei primi cittadini triumplini è basso, manifestato sulle posizioni critiche arrivate dalla riunione di ieri in cui il sindaco di Gardone padrone di casa Michele Gussago ha snocciolato cifre e sentimenti che la popolazione riveste per tutti i servizi dell’ospedale.

E anche la polemica sul fatto che i dipendenti del day hospital o del reparto ematologico sarebbero stati a carico dell’Asl locale, il dg Coppini ha smentito le voci, affermando che i medici sono dipendenti degli Spedali Civili. Nell’occasione il direttore ha parlato anche di date in cui cambieranno le cose: a fine ottobre, per esempio, aprirà il reparto per i sub acuti, mentre dalla fine dell’anno, con la chiusura della sala parto arriverà anche il day hospital. Un’altra questione contesa tra i sindaci e la direzione è stato il finanziamento di circa 6 milioni e 800 mila euro frutto di un accordo tra lo Stato e le Regioni in previsione per potenziare il pronto soccorso, il reparto dialisi e sterilizzazione. La presidente della commissione Sanità e Assistenza in Lombardia Margherita Peroni aveva confermato l’intervento e il dg Coppini, rispetto a quanto lamentavano i primi cittadini su un presunto “fermo” al Civile, li ha voluti smentire.