BRESCIA – Il marmo è “globale” lungo la via che passa per l’India

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Si è svolta di recente a Verona la rassegna internazionale del settore “macchinari e nuove tecnologie per l’estrazione e lavorazione dei materiali lapidei”. A “Marmomacc 2011” è tempo di bilanci e previsioni per uno dei settori economici più importanti della nostra Provincia.

L'Altare della Patria in visione notturna

Il bacino marmifero di Botticino e dei Comuni limitrofi si posiziona al secondo posto in Italia, preceduto solo da Carrara. Alla manifestazione hanno partecipato 1500 espositori, di cui la metà proveniente da 130 Paesi esteri.

Il comparto italiano muove 4,3 miliardi di euro l’anno e conta 3500 imprese che danno lavoro, direttamente e con l’indotto, a circa 40 mila addetti. A Brescia sono presenti 275 imprese che occupano circa 2500 lavoratori: il 20% procede nell’estrazione, il resto produce semilavorati, elementi finiti per la vendita, macchinari, fili e dischi diamantati per il taglio della pietra in cava e in fabbrica.

Ed è proprio il settore della trasformazione che preoccupa gli operatori. Il brusco calo del fatturato, pari al 30% nel 2010, è dovuto alla grave crisi dell’edilizia e delle costruzioni, ma anche alla concorrenza di Paesi emergenti che possono offrire un prodotto a prezzi più bassi. I compratori provenienti dall’India sono interessati all’acquisto della materia prima, cioè degli enormi blocchi da lavorare e questo, secondo gli analisti, determina un grave danno economico per le aziende bresciane impegnate nella trasformazione che non sono in grado di spuntare prezzi concorrenziali.

I manufatti, quando non si tratti di lavorazioni particolari o artistiche, sono del tutto identici ai nostri ed ecco l’invasione di pavimenti, scale, soglie, davanzali che declassano le “aziende” a “centri commerciali” riducendo, di fatto, una buona parte del valore aggiunto; e non ci si può nemmeno appellare alla scarsa qualità del materiale perché questo è autentico “Botticino doc”! Ci dobbiamo abituare (o rassegnare) alla libera circolazione delle idee e delle merci, ma i conti non tornano.

Il prezzo finale è gravato dalle spese di trasporto perciò la differenza sta nel costo della manodopera e negli oneri fiscali. Le battaglie commerciali si devono combattere a “armi pari” sanzionando, in Italia e all’estero, quelle attività che non tutelano la salute e i diritti dei lavoratori o ricorrono allo sfruttamento dei minori.