LUMEZZANE – L’oratorio di San Sebastiano è tornato agli antichi splendori

0

Il centro giovanile di San Sebastiano è stato riconsegnato alla comunità, pronto per essere rivissuto da giovani e anziani. Dopo tre anni di lavori di ristrutturazione e adeguamento, l’oratorio, completamente rinnovato, torna a rivivere.

Su progetto di Brunella Guizzi e Alberto Platto, la struttura si sviluppa su sei livelli e trova il suo punto forte nella sala parrocchiale, ricavata dove prima c’era l’ormai inutilizzato campo di bocce. La sala polifunzionale, capace di ospitare fino a 350 persone, è stata dedicata a Paolo VI di cui è visibile un busto in bronzo realizzato dall’artista Federico Severino. Erano numerosi gli ospiti alla cerimonia d’inaugurazione di domenica affidata al vescovo di Brescia mons. Luciano Monari che ha presieduto la messa insieme al parroco don Giulio Gatteri, i curati don Mauro, don Bruno, don Valmore e il diacono Tarcisio Bugatti.

Il vescovo Monari e le altre autorità

“Ora tocca a voi vivere l’oratorio, diventando grandi, entrando con coscienza e consapevolezza nella realtà; voi volete un mondo diverso, ma occorre prima conoscerlo e imparare ad amare gli altri”. Si è espresso così, in sintesi, il vescovo nella sua omelia che ha preceduto lo scoprimento del busto bronzeo. Un particolare saluto è giunto anche da Giuseppe Camadini, presidente dell’Istituto Paolo VI di Concesio dedicato al Papa bresciano e che ha colto l’atmosfera “creativa e forte” di Lumezzane.

La platea durante la cerimonia

“Già da vescovo e poi da Pontefice, Paolo VI ha sempre avuto la massima attenzione verso gli oratori, tanto che siamo orientati, come istituto, a riservare una raccolta di pensieri e riflessioni che Giovan Battista Montini poneva sul tema e il loro ruolo”. Commosso e felice il parroco don Giulio Gatteri, il quale ha evidenziato la generosità degli industriali lumezzanesi che hanno consentito di proseguire nei lavori di ristrutturazione pur con un costo più elevato del previsto. Alcuni non residenti più in Valgobbia, ma ancora molto legati al paese d’origine, non hanno fatto mancare il loro sostegno finanziario.

E tra i presenti c’erano anche  i fratelli Camozzi dell’omonimo gruppo. “E’ giusto esserci ed è giusto contribuire per un’opera, come l’oratorio, destinata ad educare le future generazioni – ha detto Attilio Camozzi – perchè il nostro paese ci ha dato molto: lavoro e benessere ed è giusto che noi ricambiamo contribuendo dove occorre”. Dopo la cerimonia religiosa e la benedizione, il programma è continuato con la visita ai locali e la grande festa allietata dalle note della banda cittadina della frazione locale diretta dal maestro Pier Franco Rubagotti. L’intera comunità ha partecipato tra giovani, anziani e famiglie, mentre alcuni ragazzi hanno improvvisato una partitella di calcio sul campo dove era evidenziata la scritta “Ciao Luciano” dedicata al capo della Diocesi.