Delitto Meredith: assolti Amanda e Raffaele

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E’ finita davvero. Amanda e Raffaele sono stati assolti. Speriamo che quella dell’altra sera (lunedì, ndr) sia stato l’ultimo episodio di questa triste vicenda e che le telecamere si spengano definitivamente sui loro volti dichiarando concluso lo spettacolo.

Meredith è stata ammazzata la notte fra l’1 e il 2 novembre 2007 e la fiction televisiva si è subito impadronita della giustizia per millecinquecento giorni. Il dna di Amanda era in realtà amido di patate, l’impronta della scarpa di Raffaele in bagno non era della sua misura.

Ha scritto Annalena Benini sul Foglio.it: “Cosa vi provocavano, dentro, quelle due facce? Non sono troppo azzurri gli occhi di Amanda, troppo ceruleo lo sguardo di Raffaele? Non furono strani quei baci poco dopo il delitto? Non è troppo bella, lei, troppo consapevole? Ci si gioca la libertà, il futuro, la vita, con una strizzatina d’occhi, con un abbraccio troppo languido al nuovo fidanzato, con un sorriso al momento sbagliato. La prima impressione è tutto, come al cinema. Non importa quali siano davvero le prove, le carte processuali, il movente e che siano stati fatti molti sbagli per costruire una verità sentimentale e perfino seducente.

La Venere in pelliccia, il signor Nessuno, l’assassino che nessuno ha più voluto interrogare, i colpevoli dovevano essere loro. Il pubblico ministero, nei giorni scorsi, ha detto che non bisognava assolvere Amanda per ‘il rischio di una fuga all’estero alla quale non sarebbe possibile rimediare’. Una fuga? La giustizia non dovrebbe mai essere una cosa spericolata a metà strada fra una crociata e la millesima puntata di “Beautiful” e nemmeno una gara mediatica, oltre che giudiziaria, in cui il Pm ha bisogno di un colpevole per vincere ed è sconfitto se l’imputato viene assolto. L’assoluzione non è una sconfitta. Quindi questa è una grande vittoria”.

Non sono un esperto di diritto e non ho seguito da vicino la vicenda. Ho scritto queste poche righe dopo aver visto e letto le cronache dei tg e dei giornali nazionali, quindi ho riportato quanto scritto da Annalena Benini che ben sintetizza il mio sentire su questa vicenda assurda.

Ma una cosa mi ha colpito – in modo profondo – tra le immagini trasmesse dalla tv. La folla inferocita che inseguiva gli avvocati della difesa, rei di aver svolto il loro compito portando all’assoluzione dei loro assistiti. La “giustizia del popolo” sta per avere il sopravvento, spinta dalla grancassa mediatica, sulla giustizia “amministrata in nome del popolo”?

E’ una deriva che dovrebbe preoccupare chi ha veramente a cuore le sorti del nostro paese.