BRESCIA – Nella manovra del Parlamento torna il sistema Sistri

1

La legge di conversione del decreto 138/2011, la cosiddetta “manovra economica” approvata dal Parlamento, ha abrogato il provvedimento che prevedeva la cancellazione del Sistri e quindi torna in sesto il sistema di tracciabilità per il trattamento dei rifiuti rivolti alle imprese artigiane. La Camera dei Deputati ha, infatti, dato il via libera al medesimo emendamento che aveva già varato il Senato (il 6.15, testo 3).

Abbiamo chiesto agli esperti di Confartigianato d’illustrare e commentare le misure operative della norma di reintroduzione. Ecco il resoconto:

1. si evidenzia la scomparsa degli scaglioni di entrata in vigore – a seconda della dimensione e della tipologia di impresa – e l’introduzione di una data valida per tutte le imprese (tranne per i piccoli produttori fino a dieci dipendenti, per i quali il sistema partirà non prima del 1° giugno 2012). Tale data unica è il 9 febbraio 2012. Viene confermato, come sopra detto, che le micro imprese saranno oggetto di uno specifico decreto di entrata in operatività: esso, comunque, non potrà venir emanato prima del 1° giugno 2012 (per gli effetti di una norma contenuta nel decreto Sviluppo, risalente allo scorso luglio, che viene “salvata”);

2. si sottolinea come la norma introduca, sia pure a livello “programmatico”, interventi di semplificazione del Sistema di tracciabilità, con l’organizzazione di “test” assieme alle associazioni di categoria: tale dizione lascia, tuttavia, campo all’ampia discrezionalità in merito a ciò che si intende per “tecnologie di utilizzo più semplici”. Inoltre, non pare così immediato riuscire ad organizzare i test di verifica suddetti, tenuto conto che il Sistema “riformulato” deve essere operativo (sia pure, come detto sopra, ancora non obbligatorio per le imprese) entro il 15 dicembre;

3. la norma di reintroduzione stabilisce, inoltre, che dovrà essere emanato un decreto ministeriale (entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione della manovra, forse il 15 dicembre) per individuare specifiche tipologie di rifiuti pericolosi che possono essere escluse dal Sistri. Tale misura è teoricamente positiva, ma presenta alcune difficoltà applicative quali: la complessità di individuazione delle concrete categorie, la mancata esclusione di imprese che producano eventualmente tipologie varie e diverse (che sarebbero, quindi, incluse per alcune tipologie ed escluse per altre con conseguente caos applicativo), il tempo ristretto per l’emanazione del decreto, tenuto conto del tempo necessario per ottenere i pareri istituzionali;

4. per quanto riguarda i contributi annuali, la relazione tecnica allegata al provvedimento li considera confermati ed invariati;

5. quanto all’ultimo comma della norma, che prevede una (teorica) semplificazione secondo la quale le imprese che producono rifiuti recuperati dai Consorzi obbligatori (Cobat, Coou, ecc.) possono delegare gli adempimenti ai Consorzi stessi, appare priva di efficacia in quanto l’uso dell’avverbio “esclusivamente” esclude la quasi totalità dei casi reali; raramente infatti si producono “esclusivamente” batterie usate o olio usato; tipicamente vengono prodotte più tipologie e, di conseguenza, l’impresa non può applicare il precetto contenuto nella norma.

Il “Settore Ambiente” della sede nazionale di Confartigianato provvederà a breve a consultare le organizzazioni territoriali per analizzare la situazione normativa e formulare una posizione utile per “orientare” l’emanazione dei prossimi provvedimenti di modifica del Sistri. Tutte le informazioni sono disponibili contattando lo 030.3745233/234.

1 Commento

  1. Ancora parlate! Ma non vi vergognate per niente! Ma che dovete orientare!! i vostri associati buttano i rifiuti speciali pericolosi dentro i cassonetti della nettezza urbana. Orientate loro, prima di tutto.

Comments are closed.