GARDONE – Chiude la sala parto dell’ospedale: si nasce a Brescia

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E’ un grosso pezzo di storia che se ne va quello di poter partorire il proprio figlio nel nosocomio del paese valtrumplino in via Giovanni XXIII, considerato un fondamentale punto di riferimento per tutte le mamme valligiane.

Dal reparto di Ostetricia dell’ospedale sono passati in decenni di attività migliaia di persone oggi ultra cinquantenarie, ma evidentemente il segno dei tempi ha cambiato le strategie della struttura sanitaria che oggi, complice anche i tagli contenuti nella manovra economica, chiude il suo storico reparto delegando il fenomeno della natalità solo all’ospedale Civile di Brescia.

Sono considerate troppo poche, infatti, le mamme gravide che decidono di “regalarsi” un figlio a Gardone, preferendo trasferirsi in città. Il tema, tra l’altro, discusso durante un’assemblea della Comunità montana dei giorni scorsi, era emerso anche nel corso di un incontro tra il presidente dell’ente montano Bruno Bettinsoli e il direttore generale del Civile Cornelio Coppini.

A fronte di un reparto che chiude, di certo senza troppi patemi da parte delle future mamme visto il drastico calo di gravidanze a favorei di Brescia come detto, ne arriveranno altri due: uno per sub acuti con quindici posti letto e l’altro di ematologia.

Per quanto riguarda il Pronto Soccorso, invece, di cui si è parlato di un finanziamento della Regione Lombardia per 6,8 milioni di euro, in via Giovanni XXIII non si è ancora visto nulla. E proprio su questo il sindaco di Gardone Michele Gussago ha sperato che il finanziamento non si fermi a Brescia. Ma sulla questione la Comunità montana e i primi cittadini vogliono andare a fondo.