MILANO – La Regione ridisegna i soccorsi. Zone omogenee e mezzi più estesi

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La commissione Sanità e Assistenza della Regione Lombardia, presieduta da Margherita Peroni, ha ascoltato ieri la relazione di Alberto Zoli, direttore generale di Areu Lombardia e dei responsabili delle varie articolazioni territoriali, in merito alla riorganizzazione del sistema di soccorso in tutta la regione.

La nuova pianificazione dei mezzi e risorse comporterà una spesa di circa 18 milioni di euro, in parte finanziati dal Pirellone e altri ricavati da una migliore gestione del sistema. L’intervento consisterà anzitutto nella configurazione di aree territoriali omogenee, che sostituiranno le attuali dodici centrali autonome e garantiranno, con l’estensione delle aree di competenza dei singoli mezzi, un sistema di soccorso più integrato ed efficiente.

Per quanto riguarda la provincia di Brescia, il responsabile territoriale Claudio Mare ha sottolineato come la riorganizzazione comporterà un incremento di mezzi di soccorso di base nelle aree che attualmente risultano più scoperte, come l’alto Sebino, la Valcamonica e la zona al confine con la provincia di Cremona. Quanto ai mezzi di soccorso intermedi, sarà necessario procedere alla formazione di tutti gli infermieri, in modo da poter disporre a regime di sette mezzi per 24 ore e un mezzo per 12 ore (attualmente quelli intermedi sono tre).

La città di Brescia e la media Valcamonica avranno poi a disposizione due nuove auto mediche. L’obiettivo è quello di raggiungere nel 95% dei casi il paziente entro 20 minuti dalla chiamata (oggi Brescia è a un livello di efficienza in questo senso al 91%). “Oggi ci ritroviamo con una delibera che ridisegna il sistema regionale – ha detto Margherita Peroni – e noi, come legislatori, sentiamo tutta la responsabilità di intervenire su una struttura tanto complessa e delicata.

Abbiamo l’ambizione di arrivare ad un livello di efficienza ancora più alto per il bene di tutti, ma per far questo serve ancora più flessibilità, è necessario valutare un percorso che abbia il consenso più esteso possibile sul territorio e dobbiamo avvalerci di personale sempre più e meglio qualificato. Non dimentichiamo poi il ruolo fondamentale che in questo ambito svolgono le associazioni, quindi ci devono aiutare a perseguire il nostro obiettivo”.