GARDONE – Baglioni torna in valle per il libro sui 60 anni della Cisl

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I sessant’anni di storia della Cisl sono stati protagonisti sabato mattina nell’auditorium San Filippo del paese valtrumplino durante un convegno organizzato sul tema per presentare il libro di Guido Baglioni “La lunga marcia della Cisl 1950-2010”. La tavola rotonda, moderata dal giornalista Guido Lombardi, è stata partecipata da diversi rappresentanti della politica e del sindacato, con l’ex ministro e oggi vicepresidente della commissione Lavoro al Senato Tiziano Treu, i segretari regionali e provinciali del sindacato Enzo Torri e Gigi Petteni, il sociologo Bruno Manghi e l’ex sindaco di Brescia e parlamentare Paolo Corsini.

Con loro c’era il personaggio più importante della giornata, ovvero l’autore Guido Baglioni che, nato proprio a Inzino di Gardone, ha chiesto espressamente di tenere in Valtrompia la presentazione del suo volume. Un libro, edito da “Il Mulino” (20 euro il prezzo), che racconta in due parti come è fatta la Cisl e quali sono state le sue imprese in questi anni. Non è un volume di storia, come ha sottolineato lo stesso scrittore, ma un’analisi generale di uomini, dirigenti, personaggi, prospettive e situazioni che hanno contraddistinto il sindacato da quando, sessant’anni fa, la componente cristiana si era staccata dalla Cgil per fondare il nuovo movimento.

Non sarà un libro di storia, quindi, ma di ricerca storica ce n’è abbastanza per trattare le linee guida del sindacato, i conflitti portati avanti per le rivendicazioni sociali e le prospettive future. Un’analisi approfondita, basata anche sul testo di Baglioni, è stata fatta dal senatore Tiziano Treu che ha fornito alcuni spunti per il futuro. “L’autore ha un tono da osservatore preciso – ha detto l’ex ministro – e per certi versi quello della Cisl è stato un modello centrale al quale in seguito si sono rifatti in molti. Il sindacato, però, adesso deve ritornare alle origini, essere più concreto e decidere quali battaglie affrontare sui diritti: l’obiettivo è mantenere quelli umani o sociali?” si è chiesto Treu.

Infine, lo stesso rappresentante di Palazzo Madama ha contestato l’art.8 della manovra finanziaria approvata la scorsa settimana in Parlamento, che rischierebbe di rompere l’equilibrio istituzionale e proposto un nuovo modello di welfare simile ai Paesi del nord Europa che ridurrebbe le disuguaglianze di oggi. Il punto di vista del sociologo Manghi, invece, si è basato sull’idea che la Cisl, da sindacato cristiano e riformatore quale è stato, è poi dovuto entrare in competizione con la Cgil e in conflitto con i “padroni” diventando un vero movimento industriale a difesa dei lavoratori.

Anticomunismo democratico, ancora l’idea del riformista, ma anche autonomia e la capacità del pluralismo negoziale sono stati i temi centrali dell’analisi di Corsini con cui ha definito il movimento. E’ entrato sulle sfide che attendono la Cisl, invece, il segretario regionale Gigi Petteni che ha parlato di scambio con le organizzazioni, partecipazione tra i militanti e mutualità. “Prendiamo come riferimento le idee lanciate da Treu e Manghi – ha detto – ma serve un patto sociale vero e concreto. Escludendo la patrimoniale e un intervento sulle pensioni – ha continuato – è necessario avere degli scambi con Confindustria e Confcommercio e sfidare la politica su questo, perchè quella del Welfare è una battaglia che non voglio perdere”. E cosa pensa, invece, l’autore?

“Si può fare uno scambio ma solo mettendo in chiaro cosa si può mettere sul tavolo” ha detto Baglioni rispondendo al segretario e citando poi alcuni aneddoti personali che l’hanno visto protagonista proprio a Gardone. Dall’esperienza di lavoro alla Beretta durante gli anni della guerra, alla vicinanza e amicizia che l’hanno avvicinato al movimento. E allo stesso scrittore, alla fine del convegno, il sindaco Michele Gussago ha voluto riservare una sorpresa. Nella Villa Mutti Bernardelli, infatti, Baglioni ha avuto alcuni riconoscimenti tra cui due stampe di Beppe Mino su come immagina la Gardone del passato, lo stemam civico e il libro sul museo delle armi e della tradizione armiera di cui l’autore è stato poi protagonista di una visita. Mentre il suo libro è entrato a far parte della biblioteca.