GARDONE – L’avancarica si presenta prima della “campagna” di Russia

0
Sarà l’aria di insicurezza che circola nel mondo; saranno le incertezze incarnate in una società vecchia e decadente come la nostra; sarà una nuova presa di coscienza della caducità del nostro vivere… Saranno tutte questa cose e altre ancora ma sembra che l’uomo del nostro tempo stia scivolando verso una gestione più riflessiva del suo tempo.
Il poligono di Gardone

Si riscoprono le cartine invece delle sigarette belle e fatte, si ricominciano le gite in bicicletta, si rivalutano i piaceri di una tavola semplice e conviviale con lunghe chiacchierate, ci si avvicina a filosofie e pratiche orientali… Insomma si sta riscoprendo, forse, il piacere della lentezza. Anche il tiro ad avancarica può rientrare, per certi versi, in questa scelta qualitativa.

Gli è che armare un’arma ad avancarica richiede una certa, liturgica, preparazione; bisogna avere tutte le cosine giuste, al loro posto, ordinate, bisogna compiere determinati gesti in successione, respirare con calma, l’arma deve essere perfettamente pulita… L’appassionato per sfruttare al meglio il potenziale devastante della sua arma (i fucili ad avancarica possono colpire un bersaglio a 600 metri) deve quindi riflettere e fare le cose con pacatezza e sapienza.

Emilio Bertella

Ma quale fatto ha scatenato il potenziale devastante di questo articolo (alla fine troverete anche uno scoop che farà godere come ciprinidi gli amanti dell’avancarica)? Questo: il 3 e il 4 settembre la Uits (Unione Italiana Tiro Sportivo) in collaborazione con la Davide Pedersoli ha organizzato il 1° Corso per Istruttori Formatori di Avancarica. “È il primo corso del genere – sottolinea il presidente del Tiro a Segno Nazionale di Gardone Emilio Bertella – ed è stato scelto il nostro poligono.

Cosa che ovviamente ci inorgoglisce (d’altra parte a pochi metri dal poligono sorge la Davide Pedersoli che ha fornito tutte le armi ai partecipanti, ndr). Questo corso fa parte di un progetto per uniformare le regole relative al tiro a segno in modo da avere un sistema organico e uguale per tutte le federazioni. Sono molti i possessori di armi ad avancarica ed è importante, anche per ragioni di sicurezza, che le sappiano usare al meglio.

Al corso hanno partecipato trentasette direttori di tiro o consiglieri o presidenti di sezione del tiro a segno nazionale provenienti da ogni regione d’Italia: Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia… pronti a conoscere anche l’avancarica, in modo da promuoverla all’interno delle loro sezioni. Gli istruttori di questo corso, peraltro, non sono certo gli ultimi arrivati: Renzo Tumbiolo che è istruttore internazionale, Claudio Giacomelli e Pierino Pedersoli che sono stati campioni nazionali ed europei di tiro ad avancarica. Il programma di questi due giorni ha visto una parte teorica e una parte pratica”.

Tito Suss

Tra i partecipanti al corso vi era anche nientepopodimenoché il vice presidente della Uits Tito Suss. Al quale, ovviamente, abbiamo ceduto la parola. “Il nostro scopo è quello di standardizzare tutte le discipline non olimpiche del tiro a segno. In Italia il tiro ad avancarica è una disciplina che sta crescendo: sono circa trecento gli appassionati che partecipano a gare di tiro ad avancarica ma le armi vendute sono qualche migliaio.

Questo significa che ci sono molti appassionati che posseggono un’arma di questo tipo. Per tutti abbiamo pensato di organizzare corsi che possano garantire conoscenza e sicurezza nell’uso di questo tipo d’arma. Gli istruttori che usciranno da questo corso potranno tornare nelle loro sezioni, e in Italia sono circa 290, e gli appassionati avranno perciò un punto di riferimento autorevole e sicuro. Altra questione sono i poligoni. Non tutti i poligoni sono omologati per il tiro ad avancarica.

Per questo tipo di disciplina occorrono infrastrutture specifiche che devono essere omologate prima dalla Uits e poi dal Genio Militare. Noi puntiamo ad ampliare il numero dei poligoni che possono ospitare prove di tiro ad avancarica.”

Nel frattempo era arrivato anche Pierangelo Pedersoli, titolare della Davide Pedersoli, che non si sottrae alle nostre domande (e si sa al Pierangelo non manca certo la parola…). “Fino a poco tempo fa le nazioni che praticavano il tiro ad avancarica erano una ventina, oggi sono circa trentatre. Stiamo entrando anche in Russia e Ucraina. Posso con orgoglio annunciare (e questo è lo scoop) che il Cremlino ha chiesto alla Davide Pedersoli di presentare una serie di armi per un’esposizione in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario della battaglia di Borodino del 1812, battaglia che segnò l’inizio della disfatta di Napoleone in terra di Russia.”.

D’altra parte da poche settimane si sono conclusi ad Hammina in Finlandia i campionati europei di tiro ad avancarica e le armi Pedersoli hanno fatto incetta di medaglie d’oro e d’argento. “L’avancarica – analizza Pedersoli – ha tre aspetti fondamentali: sportivo, venatorio e storico. La Uits si occupa principalmente dell’aspetto sportivo ed è quello che interessa principalmente in questa due giorni di corso, ma anche gli altri aspetti contribuiscono ad aumentare il fascino di questa disciplina”. In effetti come ci aveva spiegato Suss a titolo d’esempio, a Monaco in Germania, nazione che conta 600 mila appassionati, in agosto, vi è il campionato di tiro.

Sono quindici giorni di kermesse dove, oltre alle gare, ci sono rievocazioni in costumi d’epoca, mega stand dei vari land, feste, gare, storia ed epiche bevute di birra.