BRESCIA – La manovra aumenta l’Iva e dà nuovi limiti sui contanti

0

E’ ormai noto ai più ma – per dovere di cronaca e per evitare errori in operazioni importanti – ricordiamo che la Legge di conversione del D. L. 138/2011 ha previsto l’aumento dell’aliquota iva ordinaria dal 20% al 21% con decorrenza a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale, prevista presumibilmente nella giornata odierna. Rimangono invece invariate le aliquote ridotte rispettivamente del 4% e del 10%. Per stabilire quale aliquota applicare (20 o 21%) è necessario esaminare il momento di effettuazione dell’operazione. Di seguito si riportano una breve tabella con i casi più frequenti.

Tipologia di operazione                       Momento di effettuazione
Cessioni di beni immobili                            Stipula dell’atto notarile
Cessioni di beni mobili                                 Consegna o spedizione del bene
Prestazioni di servizi                                     Pagamento del corrispettivo
Note di credito/note di addebito                Riferimento all’operazione originaria

Deroghe ed eccezioni  a quanto sopra: qualora precedentemente al momento di effettuazione dell’operazione come sopra indicato venga incassato (anche parzialmente) il corrispettivo o venga emessa fattura, l’operazione si considera effettuata in quel momento, limitatamente all’importo incassato o fatturato.

Le operazioni di acquisto soggette al reverse charge seguono le seguenti regole:
-gli acquisti intracomunitari si considerano effettuati alla consegna del bene all’interno dello Stato o all’arrivo nel luogo di destinazione se il trasporto è eseguito dal cessionario;
-gli acquisti di servizi sia Ue che ExtraUe si considerano effettuati al momento del pagamento del corrispettivo o dell’emissione dell’autofattura o dell’integrazione della fattura.
Le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di Stato, Regioni, Province o Comuni, mantengono l’aliquota del 20% se la fattura è stata emessa, spedita o consegnata e registrata (sono necessari tutti e tre i requisiti) nei registri iva fino al giorno precedente alla data di entrata in vigore della legge, indipendentemente dal pagamento che può anche essere successivo.
Per l’analisi di eventuali situazioni particolari rimaniamo a disposizione per i necessari chiarimenti.

Nuovi limiti al trasferimento di contanti e assegni
Dal 13.08.2011 è ridotto da 5.000 a 2.500 Euro il limite relativo all’utilizzo dei contanti, degli assegni trasferibili e dei libretti al portatore. Pertanto, da tale data, non possono essere trasferiti tra soggetti diversi contanti e assegni per importi superiori a 2.500 Euro, mentre i libretti di deposito devono essere estinti o il loro saldo deve essere ridotto ad un importo inferiore a 2.500 Euro entro il 30.09.2011.

Sono vietati anche i trasferimenti inferiori a tale soglia se derivano da artificiosi frazionamenti.
Il mancato rispetto della disposizione è sanzionato con una sanzione dall’1 al 40% dell’importo trasferito con un minimo di 3.000 Euro e con la sanzione minima del 5% nel caso in cui le somme trasferite siano superiori a 50.000 Euro. Non verranno comunque applicate sanzioni per trasferimenti effettuati fino al 31.08.2011 nell’ambito del limite di 5.000 Euro precedentemente in vigore.