MANIVA – Il Pg ricorre in appello e riapre il processo sulla strage

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Si apre un nuovo capitolo giudiziario nella vicenda sulla tragedia del 13 gennaio 2008, quando una valanga staccatasi dalla montagna al confine tra Valtrompia e Valcamonica travolse, uccidendole, quattro persone (Andrea Brizzolari, Fausto Plodari, Paolo Zanetti e Fausto Giusteri).

La vicenda si trasferì davanti al tribunale di Brescia dove l’accusa imputò i sette sopravvissuti alla strage, in motoslitta, di omicidio colposo e aver provocato il disastro. Davanti al giudice Paolo Mainardi, però, nell’aprile dello stesso anno tutte le persone vennero assolte dall’accusa perchè ritenute non responsabili del fatto.

Secondo il magistrato, infatti, la loro colpa era stata “solo” quella di non aver considerato le proibitive condizioni meteorologiche del giorno considerate estreme per una passeggiata sulla neve, ma il movimento che avrebbe provocato la valanga non poteva essere imputato a loro, visto che spesso, disse ancora il giudice tre anni fa nella sentenza di primo grado, la frana nevosa può cadere anche alcune ore dopo il passaggio degli sciatori.

A sorpresa, però, secondo quanto riporta “Bresciaoggi”, il sostituto Procuratore generale Giuseppe Locatelli, sulla base della perizia condotta da un esperto sulle condizioni fisiche e climatiche occorse nel giorno della tragedia, ha deciso di impugnare in appello la sentenza. Secondo il magistrato accusatore, infatti, il giudice non poteva affermare senza dubbi che la valanga non fosse stata provocata proprio dai sette sopravvissuti in motoslitta e perfino dall’unico passeggero che prima di loro ha attraversato la montagna. Per la compagnia di chi quel giorno si salvò, quindi, ritorna l’incubo che si era chiuso tre anni fa in un’aula di tribunale.