OME – Armi e armature dell’uomo in mostra al Borgo del Maglio

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E’ stata inaugurata sabato, presso la Casa Museo Pietro Malossi al Borgo del Maglio, la mostra “La difesa dell’uomo: dal declino delle armature, all’avvento delle armi da fuoco”. L’esposizione è ideata dalla Fondazione Pietro Malossi in collaborazione con il Museo delle Armi “Luigi Marzoli” di Brescia e sono esposte opere provenienti dal Museo cittadino e dalla Collezione locale. La mostra ha il patrocinio della Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Ome, Comunità montana della Valtrompia, Sibca e Comunità montana del Sebino Bresciano.

Il borgo del Maglio

La mostra, aperta fino al 27 novembre nelle sale espositive della Casa Museo dedicate a mostre temporanee, ha come finalità quella di ricostruire il momento transitivo, storico-culturale, che ha determinato il declino delle armature a favore delle armi da fuoco. Saranno esposte una cinquantina di opere provenienti dal museo cittadino (armature da uomo a piedi e da munizione, armi in asta, spade, balestre, brocchieri, fucili e piastre) e dalla Collezione Malossi una ventina d’armi da fuoco (pistole ad avancarica), una serie di riproduzioni di bombarde e alcune stampe tratte dall’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, che illustrano in tavole tecniche le fasi della lavorazione per la produzione di parti d’armi.

Il periodo d’interesse è circoscritto dal Cinquecento al Ottocento. Le opere sono prevalentemente italiane (fatte cioè dai Maestri italiani con un occhio di riguardo alla tradizione armiera bresciana). Con la mostra si intende omaggiare la tradizione incisoria bresciana attraverso i manufatti dell’antica laboriosità armiera, offrendo al pubblico uno spunto di riflessione su un momento storico-transitivo fondamentale nella difesa dell’uomo e conseguentemente dare al visitatore una nuova chiave di lettura con cui leggere l’antica fucina il Maglio Averoldi. Sono infatti in mostra le armi in asta (forche, ronconi, etc) che venivano utilizzate in guerra dal popolo, che si presentava al combattimento armato dei suoi attrezzi di lavoro trasformati in armi.

Queste armi rappresentano il ponte ideale tra i due siti del Borgo di Ome, il collegamento tra il Maglio Averoldi e la Casa Museo Pietro Malossi, infatti, anche se non è documentato che alla fucina di Ome si forgiassero armi, è presumibile che nel Cinquecento si forgiassero armi in asta per il contado. La mostra darà visibilità e risalto a parte della Collezione Pietro Malossi non esposta al pubblico. Nel lascito sono presenti ventidue pistole di varia fattura ed epoca e una settantina di armi bianche e parti di armature persiane, tra cui tre elmi persiani del XVII secolo.

Pietro Malossi ha riservato un posto di primo piano ai beni della sua Collezione che raccontano le capacità artigiane-artistiche tramandate in secoli di sapiente lavoro, prima di essere antiquario è stato cesellatore di placche di fucili per alcune fabbriche bresciane; frequentò assiduamente i Musei di Brescia e quelli di Milano che rappresentarono per la sua formazione la migliore scuola (trasse ispirazione dai motivi ornamentali dalle armature cesellate da maestri come Pietro Francino, Pietro Dafino e Lazzarino Cominazzo). Le fasi espositive sono suddivise in tre percorsi didattici: decadimento delle armature, decadimento delle armature e avvento delle armi da fuoco e le armi da fuoco.

Primo percorso. Per la realizzazione di questo percorso, la mostra presenta armature da uomo a piedi e da munizione, armi in asta, spade e balestre. Le armature, periodo Cinquecento, sono state individuate tra quelle provenienti dai paesi della Provincia di Brescia. Queste armature oltre a mettere in risalto le lavorazioni in ambito di difesa dell’uomo hanno la particolarità di essere “bresciane”, essere state indossate dai soldati delle piccole guarnigioni per la difesa del territorio; sono pezzi rari e che mettono in evidenza la laboriosità perpetuata in centinaia di anni e rappresentano gli ultimi gioielli testimoni del loro declino. Le armi in asta (forche, ronconi, etc), anch’esse cinquecentesche.

Secondo percorso. Le armi a miccia costituiscono le prime armi da fuoco messe in uso. Si collocano pertanto in un periodo intermedio -introduttivo segnando il passo del cambiamento nel sistema di difesa e offesa dell’uomo. Il periodo di interesse è circoscritto al Seicento.

Terzo percorso. Questo percorso espone le armi da fuoco del lascito Malossi, sia del tardo Seicento che del Settecento, le bombarde, i fucili e le piastre. Sono conclusive dell’evento e definiscono in modo preciso l’inizio di una nuova epoca. Per tutte le informazioni si può contattare lo 030.6527289 o mandare una mail a fondazionemalossi@libero.it.

La mostra sarà aperta al pubblico nel mese di settembre il sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, mentre tra ottobre e novembre negli stessi giorni ma dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Tutti i giorni su prenotazione saranno disponibili anche visite guidate e laboratori per gruppi di almeno quinidici persone. L’ingresso al museo è di 5 euro intero e 3 euro ridotto.