LUMEZZANE – L’Anuu in summit chiede più rispetto per i cacciatori

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Caccia in deroga, Noa, richiami vivi e più considerazione per la categoria. Sono stati questi i temi centrali della tradizionale assemblea annuale prestagione dell’Anuu Migratoristi Gasparotto del gruppo “Giulio Mori” che giovedì scorso ha fatto il bilancio al teatro Lux di Pieve tutto esaurito, segno che la passione e la volontà di portare avanti le radici e la tradizione tipica di questa zona sono ancora forti, nonostante polemiche e leggi che ogni anno sembrano mortificare i seguaci di Diana.

Ed è stato proprio questo il sentimento che ha condizionato i relatori della tavola rotonda soprattutto sul caso delle deroghe, la tanto attesa legge approvata a fine luglio in consiglio regionale e che ha avuto i voti favorevoli di Lega Nord e Pdl su tutti, facendo respirare i cacciatori almeno per un anno. Già, perché come lamentavano i presenti all’incontro, a partire dall’ex consigliere al Pirellone Vanni Ligasacchi, “è una soddisfazione che dura poco e la politica ogni anno deve confrontarsi per decidere se approvare le deroghe per la stagione successiva”.

Tra i partecipanti arrivati in via Matteotti, oltre al presidente del sodalizio locale Giacomo Zubbiani e il sindaco Silverio Vivenzi, era presente Renzo Bossi, il figlio del senatore leghista, che in fatto di materia venatoria ha voluto sgombrare il campo dalle polemiche di cui è stato protagonista l’anno scorso proprio il Carroccio. “C’era la volontà politica di approvare le deroghe – ha commentato il giovane lumbard – ma quando è passata la pregiudiziale dell’Idv per impedirla, ci siamo guardati negli occhi cercando di capire il perché e di non commettere gli stessi errori. Oggi abbiamo fatto quello che i cacciatori ci chiedevano – ha continuato – e vogliamo portare avanti le tradizioni per dare la possibilità a tutti di praticare la caccia”.

La tavola rotonda dell'Anuu

Al tavolo è intervenuto anche il consigliere regionale del Pdl e relatore proprio della legge sulle deroghe Mauro Parolini. “Quest’anno sono soddisfatto e ho visto un atteggiamento diverso da parte di tutti, perché le deroghe sono frutto di uno schieramento allargato che in Regione ha voluto dire sì per continuare a tutelare la nostra tradizione e passione – ha commentato – ma l’altra sfida sarà quella del 20 settembre quando dovremo approvare con lo stesso consenso la cattura dei richiami vivi”. E lo stesso consigliere bresciano ha poi contestato l’attività dell’Ispra, l’istituto regionale che dovrebbe fornire i dati sulle specie cacciabili e, invece, secondo lui non fa (per questo ha proposto una mozione affinché venga cancellato a favore di un ente regionale).

I seguaci di Diana, però, oltre a normative e regolamenti, chiedono soprattutto rispetto per una categoria che punta alla salvaguardia dell’ambiente e deve rappresentare un riferimento “genuino” sul territorio. All’assemblea erano presenti anche i presidenti nazionale, regionale e provinciale dell’Anuu Marco Castellani, Domenico Grandini e Umberto Gafforini, oltre al vicepresidente dell’Atc Unico di Brescia Massimo Zanardelli e il responsabile delle cacce tradizionali Andrea Trenti.

Altri temi che hanno acceso anche gli umori della platea sono stati i roccoli da incentivare e la questione dei Noa, i nuclei operativi anti bracconaggio responsabili, secondo i cacciatori, di eccessivi controlli nelle valli e a spese dei contribuenti. Ma sulle polemiche legati a questi temi il presidente Zubbiani ha lanciato una provocazione ai politici presenti. “Tutti gli anni in questo periodo ci sono toni accesi – ha detto rivolgendosi ai partiti – ma sappiate che se ci bastonate perderete i nostri voti, quindi è bene che ci difendiate”.