BRESCIA – Pesa 356 mln di euro in più la “corrente” sulle imprese

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L’Italia ha il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più cara a carico delle imprese. Questo dato si è sentito più volte ed è quanto confermato dal recente rapporto pubblicato dall’Ufficio studi di Confartigianato ed elaborato su dati ufficiali di Terna: un gap del 31,7% rispetto alla media europea.

A gonfiare il costo dell’energia sono diversi fattori: l’inefficienza del sistema, la strutturale dipendenza dall’estero, ed il peso del fisco che è pari al 22,7% del costo totale: in media più alto del 23% rispetto all’Eurozona. La percentuale sale addirittura al 134% se calcolato solo per le PMI.

La Lombardia detiene il primato nazionale con un aggravio pari a 1808 milioni di euro ed un costo medio di 2208 euro per impresa (escluse le imprese agricole), che si abbatte sullo 0,64% del valore aggiunto. In particolare nella nostra provincia, sempre da quanto emerge nel rapporto Confartigianato, il sovracosto per le imprese rispetto alle concorrenti europee è pari a 356 milioni di euro, portando Brescia ad un non invidiabile terzo posto nella classifica nazionale.

Attraverso il presidente nazionale, Giorgio Guerrini, Confartigianato chiede “riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settore dell’elettricità e del gas, puntino sull’efficienza energetica e sull’uso delle fonti rinnovabili, consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell’energia che grava soprattutto sulle piccole imprese”.

Accanto all’azione politica, Confartigianato lavora incessantemente per costituire un sempre più esteso gruppo di consumo che consente, attraverso l’economia di scala, di abbattere il costo di energia e gas per le imprese.

Per informazioni sul settore energia è possibile telefonare allo 030.3745276/275 o spedire una mail a: energia@confartigianato.bs.it