CONCESIO – Maroni a 360°: “Entro l’anno nuovo Patto di stabilità”

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Il ricordo per il politico bresciano ed ex segretario della Dc Mino Martinazzoli morto domenica, ma anche caccia in deroga, immigrazione clandestina, lotta alla mafia e soprattutto Patto di stabilità per permettere ai Comuni di spendere i soldi in cassa attualmente vincolati.

E’ stata un’analisi a tutto campo quella del ministro dell’Interno Roberto Maroni che ieri sera, in un Pala53 gremito di gente e bandiere con il sole verde della Lega Nord, è intervenuto durante un incontro pubblico organizzato dalla segreteria provinciale del Carroccio e al quale hanno partecipato anche i sindaci, amministratori locali e consiglieri regionali preoccupati per l’entità dei tagli destinati dalla manovra finanziaria in discussione, da oggi, nell’aula del Senato.

E se lo stesso capo del Viminale, davanti a microfoni e taccuini prima di entrare nel palazzetto, si era detto “moderatamente soddisfatto per la riduzione dei tagli agli enti locali passata da 6 a 4 miliardi, ma c’è ancora da lavorare molto”, i primi cittadini leghisti hanno lamentato la situazione “paradossale” di non poter investire in cultura, servizi sociali, opere e istruzione, pur avendo le risorse, ma bloccate dal Patto di stabilità. E sul palco, corredato di soli verdi e con lo slogan “Noi li onoriamo così” campeggiante sulle figure dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per ricordare la lotta che Maroni starebbe facendo contro le mafie, sono intervenuti anche i sindaci dei piccoli Comuni che rischiano l’accorpamento se il decreto sulla manovra dovesse rimanere così.

Il ministro Maroni sul palco

Quindi, presentati dal vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi prestato alla conduzione, si sono alternati il primo cittadino di Lumezzane Silverio Vivenzi in rappresentanza anche della Valtrompia, quelli di Remedello, Pertica Alta, Adro e altri, seguiti dai consiglieri regionali Alessandro Marelli e Pierluigi Toscani che hanno parlato di caccia in deroga resa possibile, secondo loro, grazie ai voti della Lega Nord in Regione. Il momento più atteso, però, è stato con l’intervento del ministro Maroni che, per un’ora, ha parlato a 360 gradi sull’operato del governo, la sicurezza, i tagli agli enti locali e l’immigrazione clandestina, interrotto spesso dagli applausi della gente tra cui spuntava anche chi lo vuole presidente del Consiglio.

La folla accorsa al Pala53

Aldilà dei temi nazionali che inondano le aule di Palazzo, così come i rapporti con l’Europa definita “troppo burocratica”, il tema cui i sindaci hanno rizzato le orecchie è stato proprio quel Patto di stabilità tanto contestato dagli stessi seguaci del Carroccio e su cui il capo del Viminale ha già posto una scadenza. “Per la fine della prossima settimana convocherò sindaci e presidenti della provincia con il ministro dell’Economia – ha detto Maroni – per ridefinire le nuove regole del Patto. Non è possibile che chi ha soldi in cassa perchè è stato virtuoso non possa spenderli in virtù di una legge europea”. Servizi sociali, istruzione e opere pubbliche, quindi, potrebbero essere salve per i prossimi anni se la revisione dovesse entrare in vigore nei tempi definiti dal ministro.

“Se dall’1 gennaio il Federalismo sarà legge – ha commentato Maroni – entro la fine dell’anno rivedremo il Patto come seconda missione del nostro partito, ma anche del Governo. Si può fare – ha pronosticato – e chi avrà soldi in cassa potrà spenderli, chi invece ha scialacquato sarà solo per colpa sua”. Nel corso dell’intervento, il membro dell’esecutivo ha sottolineato anche le azioni messe in campo per contrastare la mafia, ma ha scansato qualsiasi dato che lo avesse portato a parlare della manovra in discussione a Palazzo Madama. E alla fine, per smorzare le polemiche “inventate dai giornali” come ha detto, sui presunti malumori interni per la leadership, ha definito Umberto Bossi unica e vera guida da seguire nel partito.