Infortuni, quanto costano le morti bianche

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In Italia ogni mese ci sono quaranta vittime di infortuni sul lavoro. Dal primo gennaio al 31 luglio i decessi nel 2011 sono stati 301.

Una sciagura che non conosce consolazione per chi perde un proprio caro in questi casi – sottolinea l’ingegnere Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering – non ci sono risarcimenti né processi che possano restituire pace ai parenti delle vittime. Per questo la sicurezza sul lavoro dovrebbe essere sempre più in primo piano nella politica del nostro Paese. Per tale ragione la prevenzione diventa l’unica soluzione possibile per una delle pagine più dolorose della storia contemporanea nostrana. E il problema non ha solo gravissimi risvolti umani ed etici, bensì anche economici. Non dimentichiamo infatti gli oneri conseguenti agli infortuni sui luoghi di lavoro. L’Eurispes ha calcolato che nel 2008 i costi economici e sociali sono stati pari a 43,8 miliardi di euro, ovvero circa il 2,8 per cento del prodotto interno lordo. Cifre che fanno riflettere e che fanno ancor più pensare quando si scopre che il 60 per cento è carico delle aziende e il rimanente 40 per cento ricade direttamente sul bilancio del Paese. E ancora: ogni giornata lavorativa persa pesa in termini di retribuzione ben 5,5 volte in più rispetto ad una lavorata“.

Occorrono misure preventive sul fronte della sicurezza capaci di invertire la rotta degli incidenti sul lavoro. Anche l’Unione Europea ha imposto al nostro Paese di ridurre del 25 per cento gli incidenti sul lavoro entro il 2012. Se si analizzano i dati sulle vittime del lavoro dei primi sette mesi del 2011, rispetto a quelle rilevate nello stesso periodo del 2010, si scopre un incremento della mortalità del 7,5 per cento. E sono sempre l’agricoltura e l’edilizia i settori maggiormente coinvolti e con oltre il 60 per cento delle vittime.

Il problema è l’assenza quasi totale di formazione, insieme alle lacune sul fronte dei controlli. Si continua a cadere dalle impalcature senza alcun elmetto o imbracatura, si continua a restare schiacciati da un trattore, o si resta mortalmente intrappolati in macchine che non si è sufficientemente preparati ad utilizzare, o schiacciati da oggetti pesanti mal rassicurati.