SAREZZO – I cacciatori si preparano alla stagione delle deroghe

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E’ stato un momento di confronto e dibattito senza troppi fronzoli e che ha richiamato un centinaio di appassionati quello di venerdì scorso nell’area verde della Val di Sarezzo in occasione del tradizionale incontro annuale del cacciatore.

 

Diventato ormai un appuntamento fisso prima dell’inizio della stagione venatoria che riprenderà ufficialmente il 18 settembre (con l’anticipo all’1) la serata giunta alla quindicesima edizione ha voluto tracciare un bilancio della situazione dopo l’approvazione alla fine di luglio della caccia in deroga che ha fatto respirare, almeno per un po’, i seguaci di Diana alle prese con il mancato intervento sul tema durante la stagione scorsa.

L’evento, organizzato dalla sezione locale dell’Associazione Cacciatori Lombardi e allietato dalla presenza del neo nato movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente, ha puntato tutto sui prelievi, non senza dimenticare altri problemi che continuano ad attanagliare il mondo della caccia, come la regolarizzazione delle armi, le sagre con gli animali a rischio scomparsa per la presenza di un veterinario che, secondo la legge, dovrebbe sempre accompagnarli, le distanze da cui sparare e soprattutto la mancata modifica della legge nazionale sul tema. Al tavolo dei relatori erano seduti l’assessore ai Giovani e Servizi sociali Giuseppe Pedergnaga in rappresentanza dell’amministrazione, il segretario provinciale di Federcaccia Aurelio Guarneri, il sindaco di Villa Carcina e noto sostenitore della caccia Gianmaria Giraudini e i fondatori del movimento venatorio Eugenio Casella (che è presidente) e Carlo Bravo a capo dell’Acl padrone di casa.

Approvate in Regione le deroghe

Durante la serata è stata messa tanta carne al fuoco accesa nei toni quando i riflettori sono stati puntati su alcuni partiti politici, rei di aver messo il bastone tra le ruote ai prelievi. E i principali imputati, esclusa la Lega Nord che sembra aver perso ormai la stima del territorio, sono stati l’Italia dei Valori e Sel accusati di voler cancellare uno sport (secondo loro) alla base delle radici e tradizioni di un popolo lontano dalle metropoli. Ma senza dubbio, come testimoniato dagli stessi presenti, è stato Giraudini del Pdl l’anima del “sì” alle deroghe in Regione dove ha partecipato con altri sindaci e amministratori della Valtrompia.

“L’anno scorso c’era il dubbio e malcontento – ha detto il primo cittadino di Villa Carcina – ma adesso le espressioni sembrano più serene. Le associazioni hanno capito che mettendosi insieme e pressando le istituzioni – ha continuato – possono spaventare i politici e questa è la giusta linea da seguire”. Nonostante i 39 sì, 12 no e tre astenuti con cui sono passate le deroghe al Pirellone, i cacciatori non possono ancora dormire ancora sonni tranquilli visto che ci sono altri problemi da risolvere come la quasi scontata resistenza degli ambientalisti, la presenza dei Nuclei Operativi Antibracconaggio e la regolamentazione più rigida delle armi (72 ore per farlo da quando si entra in possesso).

Già 10 mila tessere per il nuovo movimento

Ma comunque gli stessi appassionati di Diana si sono messi in prima fila sullo stabilire chi sia stato a far approvare il prelievo su peppole e fringuelli tra gli altri. “Abbiamo fatte noi le deroghe il 16 luglio – ha commentato il presidente del Crca Eugenio Casella – quando siamo scesi in piazza (davanti alla Camera di Commercio durante un provvedimento sulla questione) bloccando le strade con una manifestazione non autorizzata e in quel momento eravamo determinati”. E sulla stessa posizione si è trovato Guarneri di Federcaccia che ha sottolineato come, nonostante la legge favorevole, la stagione venatoria stia iniziando con lo stesso malcontento di un anno fa visto che su alcuni interventi come i richiami vivi e il tesserino sarà la giunta regionale a dire l’ultima parola, mentre la legge nazionale non ha subito modifiche.

E sul fronte della Civiltà Rurale Caccia Ambiente cui si sono aggregati il 90% degli appassionati bresciani e bergamaschi dei vari movimenti (Federcaccia, Acl, Cpa, Liberacaccia ed Enalcaccia) la campagna di adesione sembra stia andando bene (è richiesto in tutta Itali) con oltre 10 mila tessere siglate in circa tre mesi dalla nascita e oltre il 20% in più rispetto all’anno scorso tra le Acl. Il movimento vuole fare sul serio e, come hanno detto i portavoce, se dall’alto dovesse arrivare qualche decisione contro la caccia sarebbe pronto a diventare un partito politico a tutti gli effetti. Il primo banco di prova del gruppo verso la “politica” sarà l’incontro che dovrebbe tenersi l’11 settembre quando a Gardone è previsto l’arrivo del ministro dell’Agricoltura Saverio Romano.