MILANO – Lombardia contro la manovra: le ricette di Formigoni

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Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, non ci sta e sfida il decreto legge sulla manovra economica in discussione al Senato e che, se dovesse essere approvato così com’è, creerebbe dei seri danni alle casse del Pirellone. La differenza di risorse rispetto al 2010, infatti, sarebbe di 1,25 miliardi in meno e su questo è preoccupato anche il massimo rappresentante che ha presentato alcune linee su cui non vuole transigere.

Roberto Formigoni

Tagli insostenibili. “Prima della manovra del 2010 – ha detto – il bilancio al netto della Sanità era di 4 miliardi e 550 milioni. Nel 2012, se andasse in porto anche la manovra dell’agosto di quest’anno avremmo una capacità di spesa intorno ai 3 miliardi e 300 milioni di euro. Dopo la riduzione delle risorse siamo stati costretti a fare diversi interventi: ritoccato le tariffe dei trasporti pubblici e ridotti i contributi per le aziende ma, unici in Italia, abbiamo mantenuto gli interventi sul sociale e siamo riusciti ad aumentarli investendo in assistenza domiciliare, però abbiamo diminuito il contributo alle famiglie e alla cultura. Se le manovre rimarranno inalterate le cose diventeranno difficili anche perché bisogna tener conto che questo bilancio considera gli impegni assunti negli anni precedenti, avviando la realizzazione di infrastrutture o compartecipando. Se il decreto rimane così, non avremmo nessuna libertà di bilancio e dovremmo ridurre a zero gli interventi per le imprese, il sociale, la famiglia, la cultura e forse anche sui trasporti”.

No ai tagli lineari, penalizzano i virtuosi. “Se questo è il quadro complessivo – ha continuato il presidente – devo dire che c’è particolare cattiveria nei confronti della Lombardia, come sempre dovuta al fatto che stiamo parlando di tagli lineari, uguali per tutti. Non c’è nessuna ingiustizia nel trattare tutti allo stesso modo, i virtuosi e non. Ma la massima ingiustizia sta nel non tener conto dei vizi dei virtuosi e delle virtù dei virtuosi. I virtuosi sono quelli che hanno ridotto al minimo le spese di funzionamento, cioè i costi della struttura che in Regione pesano per il 9% sul nostro bilancio, mentre il 91% delle risorse serve per finanziare politiche attive. Questo vuol dire che i tagli vanno a scaricarsi integralmente sulle politiche attive, perchè non abbiamo più sprechi da eliminare, spese discrezionali da comprimere, già eliminate negli anni scorsi. I tagli colpiranno così i servizi per cittadini e imprese nei settori socialmente più sensibili. Chi non investe si consegna alla morte, ecco perché ho insistito affinchè la manovra contenga politica di sprone all’economia, il Paese deve crescere, non possiamo limitarci a ridurre a zero il nostro debito”.

Manovra indigesta per il Pirellone

La Lombardia costa solo 44 euro ai cittadini, lo Stato 165. “Alcuni ministeri hanno spese improduttive del 22/25% – ha detto Formigoni – cioè mentre noi chiediamo a ciascuno dei nostri cittadini 44 euro pro capite all’anno per spese di struttura, le altre Regioni ne chiedono in media 91 e lo Stato addirittura 165 . Qui c’è molto da tagliare”.

Scommettere su vendite e privatizzazioni. Se la burocrazia statale costasse come quella lombarda, si risparmierebbero più di 7 miliardi di euro all’anno. E’ l’analisi fatta ancora dal presidente che chiede allo Stato di “dimagrire prima di mettere le mani nelle tasche degli italiani, costare di meno, vendere, dismettere e privatizzare. Ho indicato aziende come la Rai (5 miliardi di euro), è sufficiente un canale tv e un canale radio e le Poste (7 miliardi di euro)”. Formigoni ha confermato anche di essere in contatto con gli altri presidenti di Regione e i vertici dell’Anci per apportare proposte correttive alla manovra e ridurre i tagli imposti a Regioni e Comuni partendo dai tagli ai virtuosi, a cui hanno già chiesto tantissimo.

Comuni: no soppressioni, sì accorpamenti. Rendere obbligatorio l’accorpamento delle funzioni di Comuni con meno di 5 mila abitanti e non la loro abolizione. E’ l’obiettivo di Formigoni che lunedì accompagnerà i sindaci per protestare contro la manovra. “I primi cittadini sono d’accordo con la mia proposta perchè questa è la strada per risparmiare, semplificare ed efficientizzare” ha detto.

Province da abolire, in futuro città metropolitane. “Se si deve semplificare vanno eliminate – ha continuato Formigoni – andando verso le città metropolitane, dove sono previste. Anche le Regioni vanno accorpate fra loro, in Italia ce ne sono troppe, troppo piccole e che non competono più”.

Revisione del Patto di stabilità. Il presidente ha ricordato di aver chiesto al Governo di rivedere il patto di stabilità “perché i virtuosi hanno in cassa fondi che non possono essere spesi e in Lombardia sono 4,5 miliardi di euro”. Queste sono le mie proposte perché non possiamo aumentare dopo che è stata tolta l’autonomia fiscale delle Regioni.

Expo. “Abbiamo preso così sul serio la manifestazione da prevedere di spendere le cifre che abbiamo messo in sicurezza. Expo è un investimento straordinario, utile e positivo. Bisogna guardarlo con gli occhi di chi sa di avere fra le mani un’occasione molto importante che, se fatta bene, permetterà grandi rientri. Vanno però trasmesse certezze chiedendo una mano anche ai privati” ha concluso.

1 Commento

  1. Infatti il decreto per i comuni sotto i 1000 abitanti prevede l’elezione di un sindaco senza altri consiglieri e la gestione delegata ad un altro Comune più grande

    salvo il campanile e il rappresentante con la fascia

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