COLLIO – La frana (forse) si sblocca. Broletto: via entro settembre

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Dopo che nelle scorse settimane si era di nuovo sollevata l’attenzione sulla frana (ancora ferma dal 16 novembre scorso), quando la senatrice Emanuela Bai era venuta in alta valle nel punto bloccato dell’ex 345 a un chilometro dalla Chiesa di Santa Barbara, a San Colombano, seguita poi da un’interpellanza a Palazzo Madama, la situazione si è arroventata in questi giorni.

Il motivo è dovuto soprattutto alla bretella temporanea che la provincia, in accordo con il Comune triumplino e un privato, ha deciso di allestire subito dopo la calamità. Peccato, però, che il piccolo tratto di strada sia percorribile solo dalle auto e non dai mezzi pubblici (le corriere si fermano prima, con gli ovvi disagi per i pendolari) e poi il ponte che proprio la titolare minaccia di chiudere tra dieci giorni se non verranno tolti i detriti dalla carreggiata principale. E nei casi estremi, Collio, il suo turismo e la via per le altre valli rimarrebbero isolati.

Il sindaco di Collio Mirella Zanini

Sulla questione si sono pronunciati ieri dalle colonne del “Giornale di Brescia” la sindaca Mirella Zanini che ha parlato di responsabilità legate a Palazzo Broletto, visto che la strada è provinciale. “O si risolve a breve – ha detto invece Imerio Lucchini, titolare del Maniva Ski che gestisce gli impianti sciistici – oppure ci arrangiamo da soli. Per quanto mi riguarda, se servono dei soldi, sono pronto a metterceli. Ma se continua questo scarica barile che danneggia i paesi e le comunità, noi bloccheremo le strade delle valli. Siamo costretti a passare alle maniere dure dopo aver aspettato nove mesi a causa degli attriti politici. È una vergogna”.

L'assessore provinciale Vivaldini

Sul caso è intervenuta anche l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Mariateresa Vivaldini responsabile, secondo il primo cittadino di Collio, come rappresentante del Broletto. E proprio da lei sono arrivate le parole, raccolte ancora dal giornale di via Solferino, che potrebbero sbloccare la situazione. “Entro la fine di settembre la rimuoveremo e metteremo in sicurezza la parete – ha detto – ma il sindaco faccia la sua parte che deve e contribuisca secondo quanto pattuito. Ripeto: ognuno dovrebbe fare la propria parte, poiché la frana insiste.

C’era stata una riunione alcune settimane fa dove ci eravamo impegnati con Comunità montana, Bim e Comune a contribuire secondo una quota. In ogni caso, attendo la relazione del geologo e procederemo…”. Sull’idea che Collio debba aprire le casse ridotte all’osso, però, ha risposto la stessa Zanini. “La strada è di competenza della provincia e spetta quindi a lei sistemare la frana, visto anche lo stato finanziario in cui si trovano le amministrazioni comunali”. La parola finale, insomma, spetta a Palazzo Broletto.