“L’estate sta finendo” come cantavano i Righeira

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Il caldo dicono sia da record, facciamo finta di crederlo, anche se a me sembra normale che in estate – qualche volta – si arrivi ai 35 gradi, senza che si gridi alla catastrofe. Deve essere proprio il caldo che gioca brutti scherzi un po’ a tutti.

Libia. Gli insorti dicono d’avere tra i prigionieri i figli di Gheddafi – uno dei quali – quasi per incanto, dopo mezz’ora si fa riprendere tra manifestanti urlanti che lo inneggiano come un rais. Si sa, in Libia il caldo è africano.

Italia. La manovra era pronta. Anzi no, quasi pronta. Anzi no, è ancora in alta quota. Tutto può ancora cambiare, salvo che i conti rimarranno a saldo invariabile.

Cortina. LCdM entra in politica. Anzi no, entrerà in politica, tra diciotto mesi. Si sa, lui è un uomo con il marketing nel sangue. Se ha deciso così una ragione ci sarà. Certo che per essere il presidente di una società con la velocità nel sangue prende le decisioni al passo di lumaca. Da giovane lo ammiravo, mi pareva un vincente. Gli invidiavo anche il lungo capello biondo dal ciuffo elegante, io che mi taglio ancora alla “umbertina”.

Lega. Il capo in canottiera senatoriale decreta che l’Italia non ce la farà. La Padania sì – sarà il “suol dell’avvenir”. Ci sarà da crederlo?

Certo 37 gradi centigradi – tanti erano ieri alle 14 – sono una bella temperatura, ma a me pare che per far ribollire il cervello ne occorra qualcuno in più.

Dovremmo darci tutti una calmata. Intendiamoci, l’estate è sinonimo di libertà, allegria, sregolatezza.

E poi, si sa, in questa stagione anche i giornalisti non sanno mai di cosa scrivere o parlare.
Ma un po’ di sobrietà non guasterebbe.

In Libia si rischia un bagno di sangue se il colonnello (c minuscola) non si arrende e intanto i suoi guardiani sparano anche sui bambini.

In Italia siamo al tutti contro tutti e intanto l’unica certezza è che la stangata arriverà, per i soliti noti, con il rientro al lavoro.

LCdM, se ha così voglia di fare il politico, presenti il suo partito e veda in quanti sono pronto a votarlo.

Il Senatur, se è così convinto che il futuro sia la Padania, la smetta di fare – appunto – Il Senatur della Repubblica Italiana e veda, possibilmente senza farci scannare gli uni contro gli altri, se esiste la possibilità democratica e legalmente percorribile di presentare una proposta in tal senso. Verificate queste premesse, se gli elettori apprezzeranno, si vada avanti.

Ma basta chiacchiere, “l’estate sta finendo” e, ricordando il ritornello della celebre canzone dei Righeira, dovremmo esser lì lì per diventare grandi, anche se questo non ci va.