PREVALLE – Blitz alla sede della “Santona”, i carabinieri liberano Emanuela Saretti

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“Finalmente, dopo aver passato vent’anni nell’associazione Sergio Minelli, nota alle cronache come la ‘Setta della porta accanto’, capeggiata da Tersilla Tanghetti, mia figlia Emanuela è stata liberata ed è ora collocata in una struttura protetta”.

Ha parlato così la signora Rosa Bighetti in un comunicato stampa affidato agli avvocati Concetta delle Donne e Marisa Trombini, i legali che la signora e il marito hanno nominato per essere assistiti nelle pratiche civili e nel procedimento penale a carico della presunta “santona” Tanghetti, Piercarlo Peroni, Liliana Cerioli e altre nove persone.

Un fascicolo che coinvolge la signora Bighetti come parte offesa del reato di riduzione e mantenimento in stato di schiavitù/servitù della figlia Emanuela Saretti trasferita questa mattina in una comunità protetta dopo un blitz delle forze dell’ordine disposto dal Sostituto procuratore della Repubblica di Brescia Ambrogio Cassiani.

L’azione, portata a termine dai carabinieri del comando provinciale guidati dal capitano Gianluca D’Aguanno e dal maresciallo Edi Tosone, nonchè dal consulente della Procura Massimo Basile, si è svolto in un appartamento nella sede dell’associazione a Prevalle dove la malcapitata 40enne, disabile al 100%, si trovava con Liliana Cerioli, anche lei indagata.

Altri guai per Tersilla Tanghetti

L’operazione si attiene al fascicolo penale, diverso da quello che ha già condotto al rinvio a giudizio di Tersilla Tanghetti, Piercarlo Peroni e altre 12 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata al maltrattamento di fanciulli e alla riduzione e mantenimento in stato di schiavitù/servitù di adulti e minori, oltre che per i fatti di sequestro di persona, uno dei quali proprio nei confronti di Emanuela Saretti.

La prima udienza del processo è fissata per il 28 novembre davanti alla prima sezione della Corte d’Assise di Brescia. Questo secondo fascicolo, come hanno ricordato i legali difensori di Rosa Bighetti, è stato aperto su impulso della Corte d’Appello cittadina che, nell’ambito del procedimento per la nomina di amministratore di sostegno, ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica affinché indagasse sui fatti.

Le indagini sono state affidate al Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri e sono tutt’ora in corso. Il fascicolo, già di competenza del sostituto Procuratore Alberto Rossi, è stato recentemente co-assegnato al collega Ambrogio Cassiani che, dopo aver esaminato le risultanze di quanto è stato fatto fino adesso, ha deciso e condotto l’operazione di oggi.