Si parte da Melania e si arriva al ridicolo da caserma

0

Leggo – non senza qualche disagio – i racconti delle soldatesse della caserma Piceno, quella dove il marito della povera Melania prestava servizio, anzi i “suoi servizi alle reclute” femminili, e pare non fosse il solo. Pare che anche altri marescialli e capolarmaggiori intrattenessero la truppa per elargire favoritismi.

Leggevo queste amenità proprio il giorno della mia visita in Alto Adige, nell’annuale pellegrinaggio alla caserma Ruazzi di Elvas, quella dei “mitici Lupi di Elvas” che in origine erano “assaltatori e fanti di marina” che, aggregati ai reduci americani dal Vietnam, facevano la guardia alle testate nucleari della base Nato e che solo in anni recenti erano diventati alpini del comando Tridentina.

Erano giorni difficili, anche nel rapporto con le popolazioni locali ma, soprattutto, per la situazione politica e civile nazionale con le Brigate Rosse – armate e pronte a tutto – e la storiaccia del rapimento Moro. Non dormivano sonni tranquilli e le soldatesse erano di là da venire.

Leggere come questi smidollati di istruttori imboscati, che pensano di essere tanti piccoli Rambo, approfittano dei gradi e del potere tutto maschile per ottenere qualche favore sessuale da quattro ragazzotte affascinate dalla divisa, mi fa ribollire il sangue al ricordo – invece – di come prendevamo seriamente il nostro lavoro a quei tempi. Che fare con questi piccoli soldatucci da retrovia?

Mandarli a fare qualche turno si servizio in Afghanistan o in Irak a stipendio base, senza benefits di trasferta o altri vantaggi particolari. Solo l’emozione di sentir fischiare le pallottole, quelle vere. Sono certo che le allusioni alle “curve pericolose” delle reclute e “ai balconcini” delle soldatesse o le pacche sul culo durante “il passo del leopardo” se li scorderebbero per un po’ e la loro carica ormonale subirebbe una bella botta al ribasso pur senza prestazioni femminili.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i nostri soldati – quelli veri che la vita la rischiano e qualche volta, purtroppo, la perdono davvero – dei loro colleghi coinvolti in questo pasticciaccio tutto nostrano