FRANCIACORTA – L’esperto anticipa la vendemmia: un’annata ottima

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La scuola iniziava il primo di ottobre, le vacanze erano terminate, ricorreva la scoperta dell’America e, di lì a poco, la “festa degli alberi”. Era arrivato l’autunno e insieme ai funghi e alle castagne si perpetuava il rito della vendemmia. Non come in Valtellina o in Franciacorta, ma in alcune parti del Territorio Camuno si praticava l’allevamento della vite: produzioni limitate per uso famigliare.

I grappoli, mimetizzati tra le foglie ormai variopinte, erano lasciati il più possibile esposti al sole per ricavare un prodotto edibile che non torcesse le budella.

Altri tempi!

Oggi anche la più piccola cantina si avvale della professionalità del “tecnico enologo”, dottore o diplomato che sia, per stabilire il momento più opportuno della raccolta. E il 5 agosto l’esperto ha ordinato di cominciare, mai così in anticipo.

Negli anni precedenti la raccolta iniziava dopo ferragosto e riguardava prevalentemente le uve da spumante. Le alte temperature primaverili hanno determinato una maturazione ottimale già all’inizio di agosto.

Per produrre un eccellente spumante sono necessarie un’alta acidità e una scarsa presenza di zuccheri. Nelle vigne si lavora 8/10 ore al giorno e la pigiatura è a ritmo continuo.

Alcuni dati dimostrano l’importanza del comparto vitivinicolo della Franciacorta: 3.550 addetti (quasi tutti stranieri), 230mila quintali d’uva e 10,5 milioni di bottiglie.

L’esportazione è in aumento e, secondo la Coldiretti, anche quest’anno batteremo la produzione e, speriamo, anche la qualità del vino francese.