MONTISOLA – Estate sul lago tra gastronomia e prodotti tipici locali

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Mattinata di mezza estate, un’estate che fatica a decollare a causa di continui temporali e temperature non proprio caldissime. Decidiamo di partire per una gita fuoriporta, per spezzare la monotonia che coglie, ogni tanto, noi stanziali che l’estate la passiamo a casa, tra giornali, ufficio e riunioni di redazione.

Puntiamo il muso della nostra Jeep nuova, nera fiammante – recensita in questi giorni, nel caso a qualche appassionato interessasse, sulle pagine del giornale – verso il Colle di Sant’Eusebio, destinazione il Benaco per un “periplo automobilistico” del noto bacino lacustre. A metà del Colle “il mito” ci tradisce. La spia d’avaria motore indica che è d’obbligo una visita all’officina, dove diagnosticheranno un volgarissimo aggiornamento software.

Intanto, che fare? Il Dogui, arguto come sempre, suggerisce la via del ritorno, cambio del mezzo e della destinazione e buon viso a cattivo gioco. Facciamo come dice – non senza qualche malumore – e puntiamo sul Sebino, destinazione Montisola, scollinando tra Valtrompia e Valcamonica sulla via di Polaveno. Il paesaggio è sempre di prim’ordine, la giornata soleggiata e, dopo “un’ape” sulla cima del colle, dove la veduta sulle Torbiere è affascinante, puntiamo su Sulzano per imbarcarci alla volta dell’isoletta.

Da anni, ormai, la storica trattoria Archetti ha chiuso i battenti e la domanda d’obbligo è “dove mettere i piedi sotto il tavolo”. La scelta cade su “La Foresta”, un vecchio ricordo di anni fa, a pochi passi dall’imbarcadero, in direzione della frazione “Sole”.

Scelta azzeccata sotto il profilo gastronomico anche se l’obolo dovuto non è propriamente da trattoria famigliare, ma i soldi spesi li vale tutti, sia per la qualità della cucina che per la puntualità del servizio. Terrazza riva lago ombreggiata da una pergola e sarde esposte al sole per l’essicazione completano il quadro dipinto ad hoc per la giornata. Certo, se il Dogui fosse un tantino più ginnico avremmo fatto volentieri altri quattro passi all’interno ma nel complesso va bene così.

Ancora il tempo di fare qualche acquisto di prodotti tipici locali – olio, vino, focaccia – e via al traghetto, appena in tempo per evitare un temporale con acquazzone da far bagnare anche le mutande. Giornata gradevole alla riscoperta di luoghi della nostra provincia che troppo spesso dimentichiamo a favore di mete ritenute più esotiche e gratificanti. Ai prossimi appuntamenti, sulla via della riscoperta della nostra terra.