BRESCIA – “Risorse autonome per finanziare progetti innovativi che valorizzano, sostengono e rafforzano i legami e l’assunzione di responsabilità familiari“

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Di fronte ad un modello di welfare basato sul ruolo centrale e vincolante dello Stato, che è ormai entrato in crisi, soprattutto a causa della riduzione delle risorse disponibili e della omologazione a cui costringeva le persone,  anche Regione Lombardia è stata chiamata a razionalizzare le proprie spese e a riorganizzare il proprio sistema.

Margherita Peroni

A sostenere la famiglia, nucleo centrale della società, non bastano più politiche a breve termine e interventi frammentari volti a risolvere problemi specifici, ma diventa indispensabile elaborare un piano organico, adeguato al ruolo sempre più complesso, di ammortizzatore sociale, che è chimata a svolgere. E se sulla famiglia contano tutti i suoi componenti a partire da quelli più deboli, come gli anziani non autosufficienti , le persone con disabilità, i genitori soli con bambini, è evidente che ad essa ci si affida anche per il fururo dell’intero paese, più fragile rispetto alla media europea, per alcuni profondi squilibri sociali, demografici che pesano sulla realtà italiana.

In questo contesto Regione Lombardia, che dal 1999 si e’ dotata di una legge specifica per la famiglia, si e’ data alcuni importanti obiettivi, tra questi anche quello che riguarda i criteri da seguire per  determinare il contributo economico che, con equità, la persona deve dare per ricevere un servizio. Un problema che si porrà sempre più frequentemente vista la ristrettezza delle risorse economiche disponibili e che dovrebbe essere affrontato con urgenza a livello nazionale, a partire dalla revisione del sistema di calcolo dell’ISEE , ma che purtroppo si teme non avvenga. Per questo e’ importante che la nostra Regione, con la condivisione politica e sociale più estesa possibile lo affronti. E’ un impegno che mi fa tremare le vene dei polsi, perché ne comprendo complessità e la delicatezza, ma per il quale mi sento impegnata come presiedente della commissione sanità ed assistenza della Regione. La commissione ne ha gia’ discusso nei mesi scorsi e dovrà arrivare alla conclusione ha stabilito alcune prorità, che coinvolgono, oltre alla famiglia, anche altre aree ad essa correlate, come quella sanitaria, che è impegnata ad esempio da alcuni mesi nella formulazione di un progetto di legge che modificherà il sistema di compartecipazione alal spesa.

Margherita Peroni, consigliere regionale e presidente della commissione sanità e assistenza di regione Lombardia, illustra i bandi di regionali per il cofinanziamento di progetti di sostegno alla famiglia e in materia di welfare aziendale

“Tra gli obiettivi l’introduzione a partire dal 2012 di un nuovo sistema di servizi fondato sulla libertà di scelta  del cittadino, che privilegi la domanda delle famiglie piuttosto che l’adeguamento all’offerta dei servizi pubblici, la protezione dei nuclei familiari più fragili, il rafforzamento della rete per favorire l’accesso alle prestazioni e integrarle, sia in termini di spesa sia di risposta ai bisogni.

Indispensabile poi favorire la conciliazione famiglia-lavoro nelle diverse fasi della vita di ciscuno, consentendo di scegliere liberamente il proprio stile di vita, senza sacrificare la crescita professionale dei supi componenti. A tal proposito Regione Lombardia ha avviato un processo di consultazione delle aziende attraverso un tavolo di lavoro ristretto ad alcune delle più grandi imprese del territorio, per analizzare gli attuali sistemi di welfare aziendale esistenti e promuovere iniziative di conciliazione, sia a livello di sistema, sia a livello specifico.

La nuova sede della Regione Lombardia

Regione Lombardia ha promosso quindi due bandi, che riguardano sia il cofinanziamento di progetti di sostegno alla famiglia, sia interventi per la sperimentazione di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale.
Anche quest’anno dunque siamo riusciti a stanziare risorse autonome della Regione per  finanziare progetti innovativi che valorizzano, sostengono e rafforzano i legami e l’assunzione di responsabilità familiari. Sono soddisfatta di questo risultato, che all’inizio dell’anno non era sicuro, ma che con l’assestamento di bilancio si e’ reso possibile e per il quale mi sono impegnata.

Anche quest’anno il primo bando destinerà le risorse della legge regionale n.23/99, più di 673mila euro nella sola ASL di Brescia, alla realizzazione di progetti che sostengano la famiglia nell’arco dell’intero ciclo di vita, attraverso il rafforzamento delle competenze educative genitoriali, la promozione della natalità e la creazione di reti di mutuo aiuto. Per partecipare al bando è necessario aver maturato un’esperienza di almeno tre anni di attività nel suppoorto alle famiglie, e potranno candidarsi associazioni e organizzazioni di volontariato iscritte ai registri regionali o enti ecclesiastici, centri di aiuto alla vita e soggetti pubblici e privati che gestiscono consultori familiari accreditati. La quota assegnata ad ogni ASL lombarda deve essere suddivisa in tre ambiti d’intervento: il 50% è destinato alla realizzazione di piani personalizzati di sostegno alla famiglia per la cura e la crescita dei minori, il 25% va alla creazione di reti di mutuo aiuto che affrontino situazioni di criticità e il restante 25% per la realizzazione di progetti dedicati alle donne in difficoltà economica o sociale, a partire dalla gravidanza fino al primo anno di età del figlio. La Regione finanzia fino al 70% della spesa sostenuta per la realizzazione di progetti e non oltre i 50mila euro.  Ogni soggetto in graduatoria può chiedere contributi per un solo progetto su tutto il territorio regionale e il può essere presentato per uno solo dei diversi ambiti di intervento, nel territorio dell’ASL dove ha sede l’ente che fa richiesta di contributo. Ogni progetto, che deve durare un anno a partire dalla data di sottoscrizione della convenzione, può essere presentato in partnership con altri enti pubblici o privati, purchè questi partecipino fornendo attrezzature, personale o risorse economiche.

Un nucleo di valutazione dell’ASL esaminerà i progetti ammessi, attribuendo loro un punteggio (il massimo è 53 punti), che valutando diversi criteri, tra cui ad esempio le partnership, l’esperienza e la qualità delle attività, costituirà una graduatoria che sarà trasmessa per l’approvazione alla Regione. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente attraverso il sistema informativo regionale all’indirizzo https://gefo.servizirl.it/ previa registrazione, che si può effettuare sin da ora, e rilascio dei codici di accesso personali. La doman di contributo potrà essere presentata a partire dalle ore 10 del 15 settembre e fino alle ore 12 del 19 ottobre.

Per quanto riguarda gli interventi per la sperimentazione di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale, Regione Lombardia ha istituito un bando che intende facilitare la conciliazione nelle piccole e medie imprese del nostro territorio, sostenendo iniziative innovative per la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, favorendo lo sviluppo sociale attraverso il welfare aziendale e l’integrazione tra sistemi di welfare aziendale e territoriale. Al bando possono partecipare piccole imprese private, che abbiano tra 10 e 49 dipendenti e il cui fatturato non superi 10 milioni di euro, o il cui bilancio annuale non superi i 10 milioni di euro; e le medie imprese private con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 249 e il cui fatturato non superi i 50 milioni di euro o il cui bilancio annuale non superi i 43 milioni. Le aziende potranno presentare progetti in partnership con enti pubblici e i servizi di welfare  erogati potranno essere gestiti direttamente o attraverso soggetti terzi.

I progetti presentati dalle aziende, che dovranno tra l’altro essere anche iscritte alla camera di commercio ed avere sede legale ed operativa in Lombardia, dovranno avere una durata biennale e contribuire a programmi  integrati di servizi, assistenza e previdenza integrativa a favore dei dipendenti e delle loro famiglie. Tra questi, ad esempio, i servizi aziendali per l’infanzia, i fondi pensione integrativi, i servizi assistenziali integratici o di trasporto. Ogni progetto dovrà prevedere l’erogazione dei servizi, l’adeguamento dei modelli organizzativi aziendali, l’informazione e la formazione dei dipendenti per orientarli alle diverse soluzioni proposte. La Regione eroga uno stanziamento pari a 5milioni di euro, che verranno ripartiti ai soggetti beneficiari, a seguito della formulazione di una graduatoria.

Ogni soggetto riceverà al massimo l’80% del costo complessivo del progetto, fino ad un massimo di 200mila euro. Il nucleo che valuterà i progetti li esaminerà sulla base dei criteri di efficacia e coerenza dell’azione, privilegiando le analisi del bisogno reale e del contesto sociale delle persone che ne beneficeranno, la trasferibilità e la sostenibilità dell’azione nel tempo, l’innovatività del progetto e l’economicità, data da una descrizione analitica dei costi e dall’ottimizzazione delle risorse. I destinatari del contributo saranno i lavoratori e le lavoratrici dipendenti delle piccole e medie imprese, anche interinali e co.co.co., purchè la durata del rapporto di lavoro risulti compatibile con la durata del contributo erogato.”

La domanda dovrà essere redatta in carta libera secondo il modello stabilito, firmata dal legale rappresentante della PMI proponente e corredata dalla scheda tecnica di progetto. I soggetti richiedenti potranno presentare una sola domanda per tutto il territorio lombardo. La domanda dovrà essere presentata al protocollo generale o alle sedi territoriali di Regione Lombardia entro il 15 ottobre.