Evoluzione della specie. Prova su strada della Yamaha “XT660Z Ténéré”

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In principio fu la XT 500, presto sostituita dalla 550 e poi dalla 600, che aprì la strada a una nuova categoria di moto.

Prima c’erano quelle da strada, da regolarità (oggi enduro) e da motocross, ognuna con i suoi pregi e difetti. Mancava un mezzo polivalente buono per tutti gli impieghi.

Per i lunghi viaggi su terreni misti servivano veicoli affidabili, di semplice manutenzione e con grande autonomia, perciò furono utilizzati robusti motori monocilindrici raffreddati ad aria, enormi serbatoi, ruote tassellate, avviamento a pedale, un disco davanti, un tamburo dietro e “zero elettronica”.

La Yamaha XT 660 Z Tenerè

La Yamaha “XT 660 Z Ténéré” è la diretta discendente di questa stirpe e i miglioramenti, in termini percentuali, sono molto più alti del 10% che ha riguardato l’incremento della cilindrata (ottenuto mantenendo invariata la corsa e aumentando l’alesaggio). Il motore quattro tempi raffreddato a liquido con accensione elettronica eroga 48 cv, otto in più del vecchio “mono”, perciò l’incremento di potenza è pari al 20%.

La vecchia XT 600 Tenerè

Curiosando nell’archivio dei fascicoli di “Motociclismo” ho ritrovato il libretto “uso e manutenzione” della XT 600 Ténéré che mi è servito per un confronto tra le caratteristiche tecniche del veicolo di trent’anni fa e di quello attuale.

Il peso è passato da 149 a 210 kg, l’altezza della sella da 86 a 90 cm ma, fortunatamente, è disponibile un kit per abbassarla: i 60 kg e i 4 cm in più si sentono soprattutto in fase di manovra a motore spento o a bassissima velocità, in tal caso conviene scendere e affidarsi al robusto maniglione vicino alla sella. A velocità normale cambia tutto perché la posizione di guida è molto comoda, grazie ai fianchi stretti e al manubrio largo, e permette una buona visuale anche oltre i veicoli che ci precedono.

Ottima la posizione in piedi sulle pedane che, oltre al controllo sicuro del mezzo, permette di ammortizzare i numerosi dossi, risalti e buche presenti sulle nostre strade. L’erogazione della potenza è graduale e soltanto una brusca smanettata in prima può far perdere l’aderenza.

Non è prevista la possibilità di installare l’ABS ma l’impianto frenante Brembo garantisce livelli di affidabilità elevati soprattutto con i due dischi anteriori che sono i più utilizzati nell’impiego normale. Su percorsi misti si può tenere testa alle moto da strada e alle più potenti bicilindriche enduro¬-stradali 1200 che però, al primo allungo, ti fanno un saluto e spariscono. La velocità massima dichiarata è di 170 km/h: un’esagerazione considerando che sulle strade della nostra provincia non esiste un tratto privo di colonnine arancioni o di autovelox.

Non del tutto assenti le tipiche vibrazioni del monocilindrico che possono essere opportunamente limitate cercando, per ogni velocità e marcia inserita, il numero di giri più adatto. In fase di rilascio si avverte il caratteristico cupo borbottio, fastidio per gli “altri”, musica per le mie orecchie! L’impiego dell’elettronica è limitato al motore e alla strumentazione perciò il controllo e la dinamica sono affidati alla capacità e sensibilità del conducente. La strumentazione, essenziale ma completa, comprende: contagiri, tachimetro, livello carburante, un contachilometri totale, due parziali, orologio, un contachilometri che entra in funzione quando lampeggia la “riserva”, il tutto perfettamente leggibile e illuminato in mancanza di luce naturale e in galleria. Il consumo, se vi fidate, l’ho calcolato personalmente percorrendo strade di città, di montagna e tangenziali: 48 litri per 1000 km cioè più di 20 km/l.

E’ necessario, a questo punto, un breve cenno ai tempi di consegna e alla (in)disponibilità degli accessori. Il venditore ci tiene a precisare che, a causa della crisi in tutti i settori, oggi i potenziali acquirenti transitano in concessionaria almeno cinque o sei volte prima di decidersi a lasciare la caparra. I tempi di consegna dichiarati vanno sempre moltiplicati per due come i tempi di attesa di eventuali accessori.

Sembra che un semplice cavalletto centrale (quattro pezzi di tubolare saldati e verniciati) arrivi direttamente con l’aereo dal Giappone. Leggenda metropolitana o venditore in vena di scherzi non è dato sapere, la realtà è che dopo tre mesi il pezzo non è ancora arrivato!

Il prezzo di listino della Ténéré 660 è 7.190 euro, ma se avete un ciclomotore da rottamare e una certa abilità nel contrattare la potete avere per 6.800. Se poi volete le valigie originali, perché sotto la sella non ci sta un paio di guanti, dovete sborsare altri 950 euro oppure, per metà prezzo, acquistare le ottime “Givi”.

Il giudizio globale sulla XT 660 Z è positivo anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo e per la mancanza di concorrenti della stessa cilindrata e con le medesime caratteristiche.