C’era poco da ridere, non erano su “scherzi a parte”

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Ho voluto che passasse qualche giorno dall’indegno spettacolo, prima di scrivere qualcosa sull’argomento. Mi riferisco alle immagini trasmesse dalle aule del Parlamento durante l’audizione di Berlusconi il 3 agosto, alle 17 alla camera e alle 19 al Senato.

Come se la loro immagine fosse alle stelle, e non alle stalle, i deputati hanno dato il peggio di loro. Ma li avete visti? Mentre i loro colleghi, indifferentemente dalla collocazione politica, intervenivano, loro facevano altro dall’ascoltare: leggevano, digitavano sull’iPad (si legge ped con la e aperta come fosse una a), discutevano, qualcuno sghignazzava come fosse alle comiche.

Poi, ad un certo punto, qualcuno deve avergli detto che non erano su “scherzi a parte” e che gli italiani li stavano guardando e si sono messi seri e compunti, almeno per qualche tempo.
Ma il danno, ammesso ce ne fosse bisogno, era fatto. Sono davvero disgustosi, anche se a sentirli, alla fine pare abbiano tutti ragione, talmente sono bravi a “contarle su soavi”, come si diceva una volta.

E il giorno dopo è arrivata la stangata. Meno quattro la borsa italiana e meno anche tutte le altre. Tokio, NY, Francoforte. Un disastro. Il giorno dopo la replica, anche se Milano ha fatto meglio delle altre borse mondiali. Hanno stimato che da inizio anno, a Milano, si siano bruciati 50 miliardi di euro e in un sol giorno su tutte le borse 173 miliardi di euro.

Intendiamoci, non esiste un nesso tra lo spettacolo dei deputati che sghignazzano e la caduta delle borse mondiali.

E non esiste nemmeno una colpa specifica del nostro governo per la situazione di crisi che stiamo attraversando che, per altro, è davvero planetaria.

Ma se penso al periodo che stiamo vivendo mi chiedo cosa ci sia da ridere, anche se qualcuno in Parlamento racconta barzellette.