BRESCIA – Duello a distanza tra Rolfi e Cgil sui profughi in città

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L’arrivo degli immigrati da Lampedusa verso la provincia sembra non smettere di creare ulteriori polemiche sull’idea che molti stranieri possano essere assistiti nei centri locali. La querelle era stata al centro dell’attenzione anche durante le scorse settimane quando si mobilitò in prima persona il presidente di Palazzo Broletto Daniele Molgora e alcuni consiglieri regionali (in primis Monica Rizzi) per impedire il continuo trasferimento verso la Valcamonica ormai satura.

Fonte: www.bresciaoggi.it

Stavolta la diatriba riguarda la città, visto che l’altro giorno una trentina di profughi sono stati mandati in un hotel vicino alla stazione (l’Nh Hotel) scatenando la rabbia del vicesindaco e assessore alla Sicurezza Fabio Rolfi, intervenuto per rispondere alle critiche giunte da alcuni esponenti della Cgil che avevano condannato il paese sulla scarsa sensibilità verso gli immigrati. E ieri lo stesso Rolfi ha rincarato la dose.

Fabio Rolfi

“Penso che collocare i rifugiati in un hotel della stazione sia una scelta improvvida che va nella direzione opposta rispetto al progetto di riqualificazione e miglioramento della vivibilità del quartiere: un obiettivo che questa amministrazione sta perseguendo con scelte coerenti e azioni concrete. Non è possibile scaricare questi problemi sulle spalle delle comunità locali – ha detto Rolfi – e ribadisco la contrarietà assoluta del Comune su questa scelta auspicando che, come annunciato, la collocazione sia temporanea e si risolva in poche settimane. La commissione sta facendo riunioni a singhiozzo sulla raccolta delle domande per la richiesta di asilo e mi auguro che inizi a lavorare più velocemente, in modo da individuare subito quelli che possono rimanere e rimandare a casa, invece, gli altri”.

E l’assessore ha lanciato una frecciata anche alla Cgil che l’aveva criticato sul tema. “Sulle solite polemiche inutili e strumentali – ha terminato Rolfi – è l’ennesima sparata di un sindacato che ormai dimentica i lavoratori bresciani. Presa in considerazione la loro predilezione a difendere solo gli immigrati, meglio se clandestini, non vogliamo toglier loro il privilegio di occuparsene direttamente”. Ma sull’abbandono a se stessi che il Comune avrebbe intrapreso ai loro danni, una comunicazione proprio del sindacato ha parlato di una “mancata disponibilità a fornire assistenza anche nei minimi bisogni e almeno un’adeguata tutela legale, nonostante uno sportello per i rifugiati sia al lavoro”.

La Cgil nel suo messaggio ha anche ricordato l’accordo raggiunto il 6 aprile scorso tra il Governo, le Regioni, l’Unione delle Province e l’Anci perchè “tutte le istituzioni si impegnino ad affrontare l’emergenza umanitaria con spirito di leale collaborazione e solidarietà”. Il Comune bresciano, invece, non si sarebbe reso disponibile per fornire assistenza e il paragone è subito andato a Bergamo dove, sempre in base alle informazioni del sindacato, ci sarebbe stato un atteggiamento differente con 60 persone ospitate in un sistema di accoglienza diffuso sul territorio con la Caritas locale e il volontariato. “Nei prossimi giorni – si conclude il comunicato – l’Ufficio Rifugiati della Cgil insieme agli operatori della K-Pax di Breno, distribuirà ai profughi presenti in città una guida multilingue per informarli su come chiedere la protezione internazionale”.