BRESCIA – Giovani Democratici scettici sui costi del Campus a Randaccio

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Quello del campus universitario previsto dalla città nell’ex caserma Randaccio e di cui la Regione nei giorni scorsi ha dato il parere favorevole per sbloccare i fondi sulla sua costruzione, non sembra soddisfare in pieno i giovani del Partito Democratico che hanno rilevato dei pesanti problemi nella gestione, di competenza dell’università statale e con grandi costi per mantenere la struttura.

E proprio i giovani democratici hanno deciso di mettere nero su bianco le proprie ragioni di un intervento che considerano carente nel piano e solo una mossa elettorale perchè gli amministratori possano influenzare gli studenti. “Per chi era in consiglio comunale – si legge in un comunicato polemico diffuso dal gruppo – è sembrato per poco tempo di trovarsi su un altro pianeta perchè per un attimo maggioranza e opposizione, pur con alcune critiche, hanno votato compatti a favore del cambio di destinazione, con la sola eccezione di Bragaglio (Pd), Albini(Sel) e Cosentini (IdV) che hanno deciso di astenersi per alcuni problemi su come è stato impostato il provvedimento.

Ma come Giovani Democratici prendiamo atto che l’amministrazione non si è domandata seriamente cosa ne pensasse l’istituzione universitaria che dovrà in seguito gestire e supportare i costi della struttura. Se da parte degli studenti c’è grande fibrillazione ed entusiasmo, anche se con forti dubbi sulla concretezza dell’opera e le modalità con cui è stato portato avanti – continua la nota – alcune parti del mondo accademico sono fortemente scettiche, sia nei modi che nel contenuto. Attualmente l’Ateneo cittadino ha 400 posti letto comprensivi dei nuovi posti nella struttura appena completata al Campus di via Valotti. Con l’avvio di quello nuovo alla caserma Randaccio, si avrebbero a disposizione altri 196 posti, ma al contempo verrà meno il rapporto tra la Statale e il Franciscanum con una diminuzione, rispetto all’attuale cifra, di 80 posti dislocati nel centro storico.

Giovani Democratici contro il campus di Randaccio

A regime avremo quindi un aumento di circa un centinaio di posti rispetto a quelli attualmente disponibili. La realizzazione del Campus, per cui sono previsti 25 milioni di euro, di cui 6,25 per il valore dell’immobile, non saranno a carico dell’università, ma della nuova Fondazione Eulo che coprirà i costi partecipando a un bando del Ministero e uno regionale per destinare il 10% dei posti letto all’housing sociale. In pratica, l’ateneo non sarà mai proprietario della struttura, ma l’avrà in comodato d’uso per i prossimi trent’anni, con l’unico impegno di accollarsi i costi di gestione della struttura. E in questa situazione si prospetta un’esclusione della Cattolica dalle residenze studentesche comunali”.

Il gruppo si è pronunciato poi sui servizi che la struttura potrà garantire. “A nostro avviso sarebbe stato meglio individuare altri spazi più idonei – hanno detto – e quello che più preoccupa la Statale sono i futuri costi di gestione. Con 196 posti letto, infatti, ci sarà quasi mezzo milione di euro all’anno per 30 anni di manutenzione con un costo di oltre 2500 euro l’anno rispetto ai 1.000 che assicurava il Franciscanum. Avremo quindi un aumento totale dei posti, ma anche del costo per ogni posto letto e non ci si ferma qui. Infatti, i numeri elencati sono solo quelli del primo step – come racconta la cronistoria dei giovani del Pd – e quello che prevede la realizzazione e successiva gestione di residenze universitarie corredate da alcuni servizi, soprattutto aule studio.

Gli altri passi prevedono ulteriori posti per visiting professor e impianti sportivi aperti anche alla cittadinanza, così come un parcheggio nel cortile sud dello stabile. E’ un dato che ha fatto storcere il naso a molti durante l’ultimo CdA del 22 Luglio, tanto che la delibera sul Campus studentesco non ha ricevuto la consueta approvazione all’unanimità. Perplessità che si estendono ben oltre il consiglio, investendo anche personalità importanti che non reputano necessario un investimento tanto corposo soprattutto dopo che l’ateneo, con la gestione Preti, ha avviato una decisa politica di campus presso il polo di via Valotti”.

La critica fiume del sodalizio politico colpisce anche le modalità con cui è stato avviato il progetto. “Tanti annunci non anticipati da un vero dialogo con l’Ateneo cittadino – spiega ancora la nota – e in particolare ad alcuni ha dato fastidio l’annuncio, da parte della consigliera Nini Ferrari, di un futuro trasloco degli uffici delle segreterie studenti presso la nuova struttura, senza essersi prima consultata o aver avvertito i responsabili della Statale. La sensazione che si tratti solo di una mossa di propaganda elettorale è rafforzata dalla data di inizio dei lavori che è prevista solo dopo la primavera del 2013 e dopo le prossime elezioni amministrative.

A questo bisogna aggiungere che, con la diminuzione delle borse di studio assegnate dalla Statale, si prospetta, secondo il prof. Caimi presidente del Cedisu, una sensibile diminuzione di richiesta di alloggi da parte degli studenti e il rischio di ritrovarseli vuoti. Con i costi di gestione non comprimibili, ci sarà così un aumento del costo per l’Ateneo, ma tanti problemi e perplessità che si sarebbero potute evitare se ci fosse stato maggior confronto tra l’università e il Comune che in molti casi ha compiuto passi poco chiari non solo verso il Consiglio Comunale, ma anche verso la sua interlocutrice obbligata. Ci auguriamo che queste modalità non si ripetano in futuro – conclude il lungo comunicato – e che da parte della maggioranza ci sia un maggior spirito di condivisione con le forze di opposizione e l’ente universitario”.