BRESCIA – A2A alza i ricavi 2011, ma pesa il crollo dell’utile a -67%

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Nel primo semestre dell’anno è calato vertiginosamente l’utile della società energetica A2A che ha raggiunto i 120 milioni di euro rispetto ai 371 milioni registrati nello stesso periodo del 2010. La relazione, presentata ieri durante il consiglio di amministrazione dell’utility milanese presieduta da Giuliano Zuccoli tiene, però, conto anche delle forti plusvalenze per la cessione delle azioni sul ramo Alpiq. Il segnale positivo, invece, arriva dai ricavi che sono cresciuti di quasi il 7% oltre i 3 miliardi di euro.

In ogni caso il CdA si è ritenuto soddisfatto per il mantenimento della redditività industriale del Gruppo nonostante un contesto dominato da una forte capacità produttiva sull’energia e il gas e una bassa richiesta degli utenti. Secondo la società è positiva anche la performance finanziaria del semestre che, con il pagamento dei dividendi per 186 milioni di euro, ha consentito di ridurre ancora il debito netto di 135 milioni di euro. Puntando su altri dati al netto di operazioni finanziarie portate a termine, A2A si è detta soddisfatta anche per la plusvalenza da 39 milioni sulla cessione delle azioni in Metroweb (nel primo semestre dell’anno scorso la cessione di Alpiq aveva generato una plusvalenza di oltre 270 milioni), mentre i segnali preoccupanti sono arrivati dagli effetti del consolidamento della partecipazione indiretta in Edison che ha portato un indice negativo di 30 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2010.

Entrando nel dettaglio del bilancio societario, l’energia elettrica venduta nei mercati all’ingrosso e al dettaglio è stata di oltre 21mila GWh, in aumento del 20% rispetto all’anno scorso, mentre sul fronte nazionale ed estero si è giunti rispettivamente a più di 14mila e oltre 6mila. Per coprire la richiesta del servizio sono intervenuti gli impianti del gruppo che hanno prodotto quasi 6.700 GWh (-6%), mentre quella termoelettrica è calata del 5% dopo il minor fattore di carico delle centrali e l’uscita dal perimetro del contratto di Tolling con Edipower della centrale di San Filippo del Mela. Gli effetti, però, sono stati in parte compensati dal contributo della centrale termoelettrica di Scandale entrata in esercizio nel giugno 2010 per il Gruppo1 e ottobre 2010 per il Gruppo2.

Per quanto riguarda la produzione idroelettrica, invece, si è attestata a 1.640 GWh (-12%), risentendo della minor idraulicità registrata dagli impianti del nucleo calabro. Le produzioni di energia elettrica da impianti cogenerativi, termovalorizzatori e impianti a biogas sono cresciute del 6% e attraverso la controllata Elektroprivreda Crne Gore AD Niksic (EPCG), consolidata dal dicembre 2010, la società milanese ha ampliato il proprio perimetro di attività nella produzione e vendita di energia elettrica in Montenegro. La partecipata, infatti, ha prodotto circa 1.500 GWh soprattutto dall’acqua.

Sul fronte delle vendite, invece, si parla di 2.300 GWh con la riduzione per il gas metano ai clienti grossisti e retail e quelle a calore dovuta ai cambiamenti del clima. Per la copertura del carico termico sono intervenuti gli impianti di cogenerazione e termovalorizzazione dei rifiuti con una produzione di quasi 1.400 GWh termici, ma calati del 5% rispetto al periodo preso in esame. La relazione di A2A si sofferma anche sulle 1.300 migliaia di tonnellate smaltite e la gestione delle reti di distribuzione in linea per l’energia elettrica, ma in calo per l’acqua. I punti di fornitura della rete di distribuzione del gas sono oltre 1.250.000, invariati rispetto al 2010.