COLLIO e PEZZAZE – Il Tar condanna sulla mancata assistenza ai disabili

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La possibilità di studiare e andare a scuola è un diritto previsto dalla Costituzione e per questo, nonostante eventuali problemi dovuti alla disabilità o al trasporto presso l’istituto, tutti devono beneficiarne comunque. Ha pensato proprio al massimo testo legislativo il Tar di Brescia che, come pubblicato oggi dalle colonne di “Bresciaoggi” a firma di Michela Bono, ha condannato i due paesi della media e alta Valtrompia a ripristinare i servizi e pagare alle famiglie ricorrenti un indennizzo di 1500 euro ciascuna per il disagio provocato.

La vicenda risale ai primi di novembre dell’anno scorso, quando tre famiglie residenti nei Comuni avevano chiesto alle rispettive amministrazioni la disponibilità di un servizio di trasporto (poi interrotto) e una persona che avrebbe aiutato l’assistente di sostegno per rendere più accessibile l’istruzione agli studenti. La risposta da piazza Zanardelli e via Caduti del Lavoro, però, è stata negativa e giustificata dalla crisi economica che pesa sul capo come una spada di Damocle, costringendo le tre famiglie l’11 novembre dello stesso anno a chiedere l’aiuto all’Anffas per ricorrere al tribunale amministrativo regionale e vedere confermate le proprie ragioni.

Lo stesso istituto di San Polo aveva già avvisato i Comuni con delle notifiche prima di ricorrere alle vie legali, ma “si sono mostrati sordi, e quindi con i genitori abbiamo intentato un ricorso” ha detto la presidente Federica Di Cosimo sempre come rilevato da “Bresciaoggi”. La situazione per i tre ragazzi durante i due mesi in cui è stato sospeso il servizio (a Collio il trasporto era ripreso il 4 novembre e l’assistenza il 27, a Pezzaze il 17 novembre per il trasporto e il 29 per l’assistenza) ha avuto esiti diversi, visto che due di loro hanno potuto frequentare la scuola nonostante le difficoltà, mentre un altro ha dovuto rinunciare a fronte delle complicazioni.

La sentenza, pronunciata il 9 giugno scorso dopo la Camera di consiglio dal presidente del tribunale di via Carlo Zima Giorgio Calderoni, ma depositata solo il 13 luglio scorso, ha condannato i Comuni a versare alle famiglie non solo i danni esistenziali, ma anche il rimborso delle somme spese dagli utenti per risolvere la situazione momentanea. E il primo commento positivo alla sentenza che può rappresentare un precedente importante sul fronte del diritto a tutti i livelli dell’istruzione, è stato proprio quello della presidente dell’Anffas che con l’avvocato Francesco Trebeschi ha difeso la causa.

“L’esito del giudizio è un triplice successo – ha detto la Di Cosimo – perchè è personale per i ragazzi che potranno avere i servizi, della nostra associazione che vuole difendere gli interessi dei più deboli e del Terzo settore”. E cosa pensano la Provincia e i Comuni condannati? Per il momento non c’è alcuna reazione ufficiale, anche se la stessa sentenza ha sottolineato lo scaricabarile, come ha rimproverato l’avvocato difensore, che li coinvolgeva sulla scelta delle responsabilità. Per questo, dovrà essere Palazzo Broletto a destinare i soldi ai due Comuni con cui potranno gestire il servizio. “Si tratta di un precedente importante soprattutto adesso che si avvia, tra un mese, alla riapertura delle scuole – ha ribadito il legale – perchè permette ai Comuni di chiedere aiuto alla Provincia in caso di bisogno”.