CLUSANE – L’ultimo saluto a don Ferrari con un’eredità da mantenere

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In tanti tra semplici cittadini, autorità religiose e civili, rappresentanti delle istituzioni e delle numerose associazioni di volontariato hanno voluto esprimere il proprio cordoglio e dolore per don Pierino Ferrari, il prelato scomparso il 31 luglio scorso a 82 anni a seguito di un tumore che aveva combattuto tenacemente, con la forza, il coraggio e il piglio determinato che l’avevano sempre contraddistinto.

Fonte: corrieredelgarda.wordpress.com

E lo stesso sentimento di dolore si è percepito ieri per l’ultimo saluto durante la cerimonia funebre presieduta dal vescovo di Brescia mons. Luciano Monari nella Chiesa di Cristo Re, nella sua terra di Clusane. Don Pierino lascia un vuoto davvero grande perchè, in quanto considerato scomodo, schietto nelle esternazioni e senza giri di parole, aveva fondato nel 1984 la galassia “Raphael”, una cooperativa sociale dalla quale poi sarebbero nate altre realtà finalizzate all’aiuto dei deboli, malati, disabili e dei “bimbi che piacciono al Signore” come lui spesso definiva le persone sofferenti.

Tra le ultime sue creazioni si segnala la fondazione “Laudato Sì” che a Rivoltella del Garda sta realizzando un ospedale per la cura e assistenza dei malati di cancro. E proprio per quest’ultima, il prelato ha voluto le “sentinelle”, cioè delle persone che condividessero lo spirito cristiano per migliorare la qualità della vita di chi soffre a causa di malattie incurabili. Poliedrico e grintoso, don Pierino sapeva coinvolgere nei suoi progetti e anche la Valtrompia può vantare una sua creatura come è la “Comunità Mamrè” che gestisce la residenza socio-sanitaria per disabili intitolata a Firmo Tomaso e, nel dicembre scorso, arrivata al traguardo dei suoi primi dieci anni di attività.

In quell’occasione il prete di Clusane non volle far mancare la sua presenza pur con un video registrato, visto che era già troppo sofferente ormai per muoversi, nel quale salutava ogni operatore e volontario con la solita grinta e sollecitando le “sentinelle” a continuare l’opera di completamento dell’ospedale oncologico.

E’ stata una carriera anche aldilà della fede cristiana, come testimoniano le poesie e canzoni che scriveva e i concerti organizzati per mettersi in gioco con la chitarra e trasformando brani di ispirazione religiosa in armonie che sapevano coinvolgere anche il pubblico dei giovani. Poi raccoglieva… e allora si capiva il perché di tanto carisma. Non è facile descrivere don Pierino, dei Supèla, come era soprannominata la sua famiglia d’origine, ma invece lo è il volergli bene e condividere i suoi progetti. E le molteplici strutture da lui create sono la testimonianza che parla del suo essere prete tra la gente e per la gente, tra i deboli e per i deboli.

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