VALTROMPIA – La caccia in deroga è legge e la Comunità montana ringrazia

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Dopo il primo “sì” arrivato nei giorni scorsi dalla commissione Agricoltura della Regione Lombardia, ieri il consiglio del Pirellone si è pronunciato ancora in maniera positiva (40 i voti favorevoli di Pdl, Lega Nord e Udc con qualcuno del Pd, contrari Idv e Sel) e ha dato il via libera definitivo alla legge che consente la caccia in deroga. Il giorno dopo, sono molti i commenti entusiasti per il nuovo provvedimento legato a una delle passioni più viscerate nei bresciani, e valtrumplini in particolare, mentre nello schieramento bipartisan dei favorevoli sono intervenuti anche undici sindaci e rappresentanti della valle tra cui i primi cittadini di Concesio e Gardone Vt Stefano Retali e Michele Gussago.

“Grande soddisfazione – si legge in un comunicato diffuso stamattina dalla presidenza della Comunità montana – del mondo venatorio, il comparto produttivo e le istituzioni della Valtrompia, per l’approvazione ieri in Consiglio Regionale del progetto di legge sul Prelievo in deroga di alcune specie cacciabili”. E il richiamo va anche alle posizioni assunte dai partiti che hanno trovato un accordo sulla questione.

“Grazie al decisivo apporto dei partiti di maggioranza (Pdl-Lega) e dell’opposizione (Pd e Udc) – continua il messaggio – la caccia in deroga ora è legge e da settembre sarà possibile, per i tanti cacciatori bresciani appassionati di caccia tradizionale della piccola selvaggina migratoria, sparare a fringuelli, peppole, frosoni, pispole e storni.

Un ringraziamento va al relatore Mauro Parolini, al vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Nicoli Cristiani e ai colleghi bresciani per aver  redatto un testo rispettoso della direttiva europea, aver presieduto con autorevolezza la seduta consigliare e per l’impegno profuso nella salvaguardia del settore delle armi che riveste e rappresenta nella provincia di Brescia, e in particolare nella nostra Valtrompia, una notevole importanza dal quale ricavano il loro reddito centinaia di famiglie”.

Pareri positivi piuttosto trasversali, quindi, per una legge che azzera così i toni polemici della scorsa stagione venatoria quando i cacciatori si scagliarono contro i partiti per le scarse leggi in materia. “Forte è stato anche l’apporto delle istituzioni della valle che all’unanimità hanno approvato, nella seduta assembleare della Comunità montana del 27 luglio scorso – recita ancora il testo – un documento politico in sostegno della rapida approvazione dei disegni di legge sulla caccia in deroga”. E la riunione finale in Pirellone ha avuto un significato molto importante, visto che numerosi sindaci e loro rappresentanti locali guidati dal presidente Bruno Bettinsoli hanno assistito fino all’ok arrivato in tarda serata.

In giornata, sull’argomento è arrivata poi anche la risposta dell’Acl, l’associazione dei cacciatori lombardi che ha brindato al provvedimento. “E’ stata una due giorni di lotta e tensione – si legge in un comunicato del sodalizio – ma alla fine la legge è diventata realtà. Chi come noi ci ha sempre creduto ne esce a testa alta e schiena diritta. Non abbiamo mai desistito dal nostro intento – continua l’Acl – mettendoci come sempre in prima fila nella difesa e tutela di ogni forma di caccia e in particolare alla selvaggina minuta come sono quelle in deroga. Una forma fortemente radicata sul territorio e, soprattutto, nelle province di Bergamo e Brescia”.

E il richiamo dell’associazione regionale dei cacciatori viene rivolto proprio ai due paesi. “E’ grazie alla loro unità oltre alla determinazione dei Cupav (coordinamenti unitari provinciali associazioni venatorie) e all’impegno profuso dal neonato movimento Crca (Civiltà Rurale Caccia Ambiente) cui vanno in gran parte attribuiti i meriti per i risultati conseguiti sul campo. Chi pensava che la legge piovesse dal cielo come la manna o per merito di questo o quel consigliere regionale, evidentemente, si sbagliava.

Di fronte alla pregiudiziale presentata dai soliti noti che non meritano nemmeno la citazione – critica l’associazione – questa volta la maggioranza e qualche esponente della minoranza l’ha respinta. Segno questo che quando i cacciatori  e le loro associazioni sono unite, ma soprattutto quando si presentano nuovi movimenti come il Crca, con 10mila iscritti in poche settimane, in un battibaleno si realizza un risultato che è sotto gli occhi di tutti. Ci auguriamo che abbia la stessa sorte la legge sui roccoli”.