VALTROMPIA – Alt del CdS all’autostrada. Ma l’aiuto arriva dal Dl Sviluppo

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Le motivazioni pubblicate l’altro giorno dal Consiglio di Stato che imporrebbero ad Anas e provincia di Brescia di ricomincare tutto daccapo per l’autostrada della Valtrompia (erano passati i cinque anni limite tra la dichiarazione di pubblica utilità del Cipe e l’arrivo dei primi decreti di esproprio) non hanno sferzato più di tanto il clima negativo che ormai si assapora ogni giorno perchè una soluzione potrebbe arrivare da un comma ad hoc inserito nel decreto sviluppo e che allunga i tempi di durata delle decisioni del Cipe da cinque a sette anni.

 

“Il decreto rimette in corsa il progetto dell’autostrada – ha commentato il consigliere regionale ed ex assessore ai Lavori pubblici della Provincia Mauro Parolini – perché se le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato sono formalmente ineccepibili, la nuova normativa allunga da cinque a sette anni la validità della dichiarazione di pubblica utilità dell’intervento e, cosa fondamentale per il progetto Bresciano, si applica anche ai progetti già approvati. Per questi motivi sollecito l’Anas a rifare i decreti senza lasciar scadere i termini una seconda volta così da riavviare la realizzazione di un’opera fondamentale per la viabilità bresciana.

Leggendo la sintesi delle motivazioni dell’annullamento dei decreti perché si sono superati i termini  inderogabili di cinque anni – ha continuato – ritengo tale valutazione ineccepibile. Mi convince meno l’asserita mancanza di motivazioni di proroga perché se c’è un progetto che è stato ripetutamente interrotto da cause esterne è proprio questo. Comunque le motivazioni formali ci stanno tutte”. Ma cosa succederà adesso?

“Penso che l’intervento possa ripartire a breve grazie proprio al decreto Sviluppo in cui il secondo comma dell’articolo 4 già convertito in legge consente l’adozione del decreto d’esproprio fino allo scadere dei sette anni decorrenti dalla data in cui la delibera del Cipe che approva il progetto definitivo dell’opera diviene efficace”. In pratica, la norma stabilisce che il decreto del comitato interministeriale vale sette anni e che si applica anche ai progetti già approvati come nel nostro caso. Infatti, anche se sono scaduti i cinque anni inizialmente previsti, si è comunque in tempo per la nuova durata. “Per questi motivi ritengo che l’Anas non debba indugiare – ha concluso Parolini – ma riemettere i decreti  evitando che scada una seconda volta il termine. La posta in gioco è troppo importante per l’economia bresciana”.