PEZZAZE – Nuova gestione per la miniera che riapre in agosto

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Dopo due mesi di chiusura forzata dovuta alla liquidazione (Ivano Porteri e Mauro Tognoli) dell’agenzia Parco Minerario dell’Alta Valtrompia che lo gestiva, riaprirà la prima settimana di agosto il complesso museale delle miniere tra la galleria dove si possono ammirare i resti e le attività di chi lavorava e l’esposizione dei cimeli presenti nel palazzo dedicato a “Il mondo dei Minatori e l’Arte del Ferro” che rappresentava il punto di riferimento amministrativo della stessa miniera.

La nuova gestione, affidata alla cooperativa bergamasca della Val di Scalve “Ski-Mine” presieduta da Anselmo Agoni, è stata presentata l’altro giorno proprio nell’avveniristica cornice della Stese che la società vorrebbe valorizzare ancora di più a livello turistico, puntando su un sistema centrale di salvaguardia delle miniere diretto anche al Sebino. Si è trattata di una soluzione estrema secondo il sindaco Sergio Richiedei, ma necessaria.

“L’agenzia è stata liquidata, ma spero che possa riprendersi e proseguire nelle sue attività – ha commentato il  primo cittadino – però non potevamo permetterci di fermare l’attività di Pezzaze che rappresenta il fiore all’occhiello dell’industria mineraria”. E in seguito ha lanciato l’obiettivo ambizioso di ritornare all’appeal che il museo aveva nel 1999 subito dopo l’apertura, quando si era arrivati anche alle 20mila presenze annue. Al richiamo ha risposto l’assessore alla Cultura della Comunità montana Elisa Fontana che ha definito “Pezzaze un punto fondamentale della valle, però bisogna convogliare questo tipo di turismo anche agli altri siti museali perchè il potenziale c’è ma ci si deve credere”. L’idea è, quindi, ricompattare la rete che si era sfaldata dopo il bilancio economico negativo del Parco Minerario e rilanciare il centro unico di prenotazione come elemento importante da destinare ai turisti e curiosi che vorrebbero visitare il complesso.

Nuova gestione per il complesso museale

“Abbiamo un bilancio che ci permette di fare degli investimenti senza chiedere nulla ai Comuni – ha spiegato il presidente Anselmo Agoni, gestore dell’ente privato – e siamo in contatto anche con Collio per la guida della loro miniera (la Sant’Aloisio). Importante, però, sarà anche diversificare l’offerta e per questo puntiamo a una collaborazione con il lago d’Iseo che è a pochi passi da qui”. Ma cosa cambierà in pratica nella gestione del museo? “C’è poco da modificare perchè tutto funzionava bene – ha commentato il direttore della coop Maurilio Grassi che si occuperà anche della didattica – ma il vantaggio di essere privati dà la possibilità di decidere autonomamente per valorizzare al meglio questo sito”.

Tra pochi giorni, quindi, il pubblico potrà di nuovo provare l’ebbrezza di vedere come lavoravano i minatori per estrarre il ferro. Per tutti il numero unico di prenotazione rimarrà lo 030.8337495/496, ma si potrà anche inviare una mail a info@miniereinvaltrompia.it. Per tutti i giorni d’agosto, il complesso sarà aperto dalle 10 alle 12 e dalle 13,30 alle 17 con un biglietto di 10 euro per gli adulti, 7 euro per i bambini dai tre ai tredici anni e gratis per quelli più piccoli. Chi entrerà in miniera alla fine di agosto, però, si troverà intorno anche una novità. “L’edificio è stato sonorizzato – ha spiegato la responsabile dell’Area Cultura e Turismo della Comunità montana Graziella Pedretti – dando l’atmosfera di suoni, rumori e illuminazione in cui erano costretti a lavorare. Si tratta del primo intervento adottato in una miniera a livello nazionale”.