In questi giorni mi pare di rivedere un film che conosciamo

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Non sono un ammiratore di Marco Travaglio e del suo modo di fare giornalismo e, politicamente, la penso molto diversamente da lui.

Lui è un “tipo interessante”, a sentire molto signore liberalchic, e uno scrittore di successo. Io sono apprezzato solo da mia moglie che qualche volta mi critica pure. Non ci accomuna proprio nulla.

Ma devo riconoscere che ieri sera, alla trasmissione “In Onda”, su La7, ho apprezzato il suo ragionamento su quanto sta succedendo in queste giorni, in cui pare di essere tornati a quando gli imprenditori, soprattutto del mondo delle costruzioni, accusavano i politici di prendere mazzette, a destra e a sinistra.

Il ragionamento è semplice: fino a che il lavoro girava e i politici, dietro pagamento del “dovuto”, portavano appalti e lavori ai costruttori, questi pagavano le decime secondo l’uso senza protestare perché, in fondo, era un modo per aumentare i profitti delle loro aziende. Ora che la crisi ha fermato il meccanismo si chiedono per quale ragione devono ancora pagare. Anzi, denunciano le richieste di mazzette perché erodono i loro magri profitti.

La storia in cui pare essere coinvolto Penati ha questi contorni. Naturalmente nessuno è colpevole fino a prova contraria e questa prova spetta solo ai giudici. Per altro è apprezzabile che Penati si sia dimesso dai suoi incarichi pubblici.

Tremonti invece si è dimesso da inquilino.

Sì, di una casa da 8000 euro al mese d’affitto di cui, pare, ha contribuito, per circa 4000 euro/mese, a pagare le spese accessorie; secondo il suo braccio destro Milanese, ex ufficiale della GdF.

Peccato che, pare, non esista tracciabilità di queste somme. Ma secondo Bossi, prima o poi, “una pirlata” la fanno tutti e stavolta è toccata a Giulietto nostro.

Però la situazione presenta incredibili analogie con il 92 e il timore è che la slavina trascini “nella cacca” l’intera classe politica nazionale, senza distinzioni di colore e collocazione.

Bersani s’affanna a minacciare querele ma alla diversità dei democratici , ormai, non ci crede più nessuno.

Intendiamoci, la responsabilità, peggio ancora se penale, è sempre individuale.

Ma se la  deriva prende questa china, non ci saranno querele che tengano. Prima o poi un nuovo Di Pietro Magistrato tornerà a “far tintinnar le manette” e, allora, ne vedremo di belle. Forse saranno lanciate ancora le monetine.

Personalmente, però, dubito che esista tra questi politici qualcuno con le palle che salti su a dire “…così fan tutti e adesso vi spiego il perché…”.
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