Mr. Obama e il momento magico

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Non so cosa voi pensiate di Mr. Obama.

A me è sempre sembrato un buon giocatore amatoriale di  basket.

Confesso una simpatia sfrenata per i cowboy. Mi stava davvero simpatico G.W. Bush, con la sua aria a volte un po’ spaesata, ma l’aura tipica dello yankee vero.

Addosso al texano senza gli occhi di ghiaccio ne sono capitate di tutti i colori, a partire da quel maledetto 11 settembre. Ma lui, forte delle sua incrollabili certezze tipicamente americane, ha preso decisioni anche difficili, con un piglio che forse era solo di facciata, ma ha fatto la sua parte.

Mr. Obama ha vinto a mani basse, aiutato da una crisi economica che ha ostacolato  i repubblicani, in un momento un cui gli americani erano stanchi di contare i loro morti in terra straniera,  giocando tutto su una campagna d’immagine che proiettava su di lui, primo afroamericano a sedere nello studio ovale, tutto il fascino esaltante dell’”american dream”, del sogno che realizza, per possibilità, tutti i desideri.

Ma il momento magico è finito e gli States si stanno risvegliando dal sogno.

Ho visto in televisione le immagini del “default” nello stato del Minnesota. Ve l’immaginate se succedesse allo stato federale?

E v’immaginate cosa sarebbe dell’economia occidentale di fronte a tale catastrofica situazione?

Forza Mr. Obama, vai a canestro e facci sognare ancora, se ne sei capace.