BRESCIA – Calderoli al “BrésaFest”: qui la sede delle Attività produttive

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Si è conclusa ieri sera al centro Chico Nova del Villaggio Sereno la tradizionale rassegna del “BrésaFest”, la manifestazione organizzata ogni anno per radunare tutti gli appassionati e militanti della Lega Nord tra incontri, dibattiti culturali anche sulla situazione politica ed economica attuale partecipati dalle autorità cittadine e nazionali.

Il ministro Roberto Calderoli

Un messaggio politico e gestionale per la legislatura, però, è stato lanciato l’altra sera dal ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli reduce dall’inaugurazione, a Monza, delle nuove sedi di rappresentanza per il suo dicastero, quello dell’Economia (Tremonti), Riforme (Bossi) e Turismo (Brambilla). Le aule distaccate di Roma, però, potrebbero arrivare anche a Brescia di cui il ministro contro le “leggi difficili”, come ha riportato ieri “Bresciaoggi”,  ha detto: “Se non fossi intervenuto per salvare il vostro bilancio, Brescia sarebbe fallita, ma io mi sono attivato e l’ho salvata, cambiando il patto di stabilità”.

Durante il suo intervento, il ministro è stato accompagnato dai vertici bresciani del partito e ha affrontato diversi temi di cui si parla in questi giorni al “Palazzo” e di presunte “guerre fredde” tra il Carroccio e il Pdl alla luce anche degli ultimi eventi. Ma soffermandosi ancora sulla questione ministeri, Calderoli ha voluto definire qualche dettaglio per puntare su “una testa pensante che non esista solo a Roma: i ministeri a Monza avranno uno sportello aperto tutta la settimana affinché gli enti locali e i semplici cittadini non debbano andare a Roma, e i ministri saranno presenti il lunedì e il venerdì”. E cosa centra tutto questo per Brescia?

Una sede anche a Brescia?

Lo stesso ministro ha spiegato che la città lombarda potrebbe ospitare la sede per un distaccamento delle Attività produttive “perché i dicasteri devono essere nei territori di riferimento”. L’analisi di Calderoli è poi spaziata sulla politica nazionale con la riforma costituzionale approvata in Consiglio dei Ministri per ridurre i parlamentari e creare il Senato federale, tagliando così i costi della politica. “Ora voglio vedere chi avrà il coraggio di votare contro – ha proseguito il ministro –  di chi non vuole che i parlamentari vengano pagati per il lavoro che fanno. Poi, ho tagliato 25 mila consiglieri comunali, 7 mila assessori, 37 mila enti intermedi e molte pensioni d’oro dei vecchi politici”.

Ritornando, poi, sulla questione Brescia, si è parlato di federalismo tanto sostenuto dalla Lega Nord e Calderoli ha detto di “averlo approvato quasi per miracolo” trovando degli accordi con la sinistra. Dopo pochi mesi di governo, la politica è stata sostituita da altro, mentre i nostri sindaci non riuscivano ad andare avanti per il patto di stabilità. Ma ora i Comuni virtuosi, tra cui Brescia, riceveranno più fondi”.

E dopo aver riconosciuto che l’alleanza con il Pdl non è così scontata se non saranno valutati i punti proposti a Pontida qualche settimana fa, Calderoli ha concluso l’intervento parlando ancora di Brescia. “Tante volte in passato sono venuto qui per risolvere problemi – ha detto – ora basta casini e andiamo avanti. Stavolta ce la faremo: vogliamo scardinare questo mondo e cambiare ciò che stiamo ricevendo da quel mausoleo che c’è a Roma è la restituzione di un furto. Basta lamentarsi: che il popolo del Nord si ribelli, datemi la forza per arrivare all’obiettivo”.