TAVERNOLE – L’apertura della “Locanda del Gnaro” vista dal “Dogui”

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Si risale la Valtrompia fino a Lavone, poi si gira a sinistra verso Pezzaze. Dopo pochissimi chilometri c’è il bivio per Pezzoro e adesso è difficile sbagliare perché la strada è una sola. Dopo pochi tornanti e alcune cascine ristrutturate si arriva nella piazzetta del paese a 910 metri di altitudine.

Pezzoro è frazione di Tavernole sul Mella dal 1928 e oggi conta 95 residenti. Devo confessare che è solo la seconda volta che metto piede in questa frazione: la prima, a maggio di quest’anno, sono arrivato in compagnia del Direttore per raccogliere le prime informazioni sull’imminente apertura della nuova attività ricettiva che un gruppo di amici ha deciso di realizzare in questa piccola località.

 

"Gnaro" Silvio Mondinelli

Con Valentino Pluda, di professione consulente aziendale, portavoce del gruppo e cugino di Silvio Mondinelli, abbiamo visitato la nuova locanda che, a parte qualche opera di finitura, era sostanzialmente ultimata. L’edificio apparteneva alla Curia e dopo l’atto di compravendita e un lungo iter burocratico, è stato completamente ristrutturato. Le opere di consolidamento, la distribuzione interna e la realizzazione di nuovi impianti hanno richiesto un notevole impegno economico. Sono stati ricavati 28 posti letto, un bar, una piccola cucina con saletta ristorante ed è prevista la realizzazione di una sauna nei locali interrati: tutto al servizio degli escursionisti che hanno scelto questa “porta” per raggiungere il Monte Guglielmo la cui vetta sfiora i 2000 metri.

L’intervento può essere considerato un esempio di ciò che tecnici e urbanisti chiama “Albergo diffuso”. Attraverso il recupero strutturale e funzionale di edifici esistenti in borghi e paesi, è possibile valorizzare il territorio, limitare lo spopolamento, creare occasioni di lavoro e mantenere vive le tradizioni locali. Si tratta di una proposta alberghiera alternativa che richiede la realizzazione di un nucleo dotato dei servizi ricettivi generali, completato da unità residenziali, dislocate a breve distanza. Il primo passo è compiuto. Sabato 9 luglio alle ore 16,30, alla presenza di cittadini e autorità, si è svolta l’inaugurazione della “Locanda del Gnaro”.

Sotto i due gazebo allestiti per l’occasione, c’erano molti amici e curiosi che, dopo i discorsi di rito e la benedizione del parroco, hanno approfittato del rinfresco e sulle note dell’orchestrina si sono intrattenuti fino a tarda sera. Nel suo intervento Silvio Mondinelli ha ricordato le difficoltà incontrate, sostenendo che è stato più difficile portare a termine questa impresa che scalare un “ottomila”; anche se nessuno ci crede, possiamo immaginare gli intoppi burocratici dovuti a norme molto restrittive che regolano il settore edilizio e in particolare quello ricettivo.

 

La "locanda del Gnaro"

Abbiamo parlato di escursionisti e appassionati di montagna, ma il posto non è riservato soltanto a loro: data la vicinanza con la città, anche degli stanziali convinti, ex atleti pentiti e sedentari come noi e la “Bempia”, possono raggiungere facilmente la locanda per una cena fra amici.  E magari, in una fredda sera d’inverno, dopo un assaggio di prodotti del territorio (qui non mancano e sono di ottima qualità), potrà capitare di incrociare il “Gnaro” che, eccezionalmente libero dagli “ottomila” impegni e sollecitato dai presenti, abbia il tempo e la voglia di raccontarci una delle sue straordinarie imprese.