MILANO – La Cisl dà numeri e soluzioni sulla crisi metalmeccanica

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Se ieri, con i dati alla mano della Camera di Commercio, abbiamo parlato della ripresa economica trainata soprattutto dalla grande distribuzione e ristorazione, di certo chi non se la passa bene è, invece, l’industria metalmeccanica lombarda. Secondo il 30° rapporto semestrale presentato ieri dall’Osservatorio regionale della Fim Cisl, infatti, quasi 2mila aziende in difficoltà hanno costretto oltre 39mila lavoratori alla cassa integrazione o, peggio ancora, alla mobilità, e di questi 6500 sono bresciani.

La crisi dell'industria metalmeccanica

La relazione racconta, quindi, un settore che, nonostante la crisi stia mordendo meno, desta ancora molta preoccupazione per il largo uso che si fa della Cig straordinaria e della mobilità, incidendo sulla situazione di vita di migliaia di lavoratori. E il calo semestrale dei sospesi dovuto ai minori interventi anti crisi (la Cig ordinaria si è ridotta del 25%) e strutturali, è solo uno degli aspetti consolatori in un panorama di sospensioni ancora troppo alte.

Secondo il rapporto, infatti, in sei mesi oltre 800 aziende hanno fatto uso della nuova cassa straordinaria per circa 15mila lavoratori e di questi il 35% è legato a quella in deroga perchè senza ammortizzatori sociali. E l’elenco dei dati negativi non si conclude qui, visto che 190 aziende hanno licenziato oltre 3mila persone, mentre si registrano ancora pochi contratti di solidarietà pur riguardando 12mila lavoratori di 106 imprese.

“Occorre estendere gli strumenti di solidarietà che devono essere una via privilegiata e alternativa ai licenziamenti – ha proposto il segretario generale del sindacato di categoria Nicola Alberta – ma occorre anche un rinnovato impegno per delineare politiche industriali e settoriali di sostegno, con un ruolo nuovo e più incisivo delle istituzioni locali e nazionali”. E tra le zone geografiche più colpite dalla crisi nel settore si trovano proprio Milano, Brescia, la Brianza, Bergamo, Varese e Lecco che ospitano importanti aziende nel settore metalmeccanico.

La relazione della Cisl mostra anche come il numero dei lavoratori colpiti sia molto alto in proporzione nelle aziende medio piccole sotto i 100 dipendenti e la cassa in deroga concentrata soprattutto nelle imprese fino a 16 lavoratori. “Il sistema industriale deve reagire con determinazione, individuando le precise strategie di sviluppo a lungo periodo – ha continuato il segretario della Cisl – perchè solo queste possono affrontare le difficoltà.

In più, le imprese devono essere difese e rilanciate con politiche a tutto campo, incoraggiando la partecipazione dei lavoratori e il confronto con le parti sociali sulle prospettive del sistema”. Dalla relazione, che controlla l’occupazione nelle 5.700 aziende industriali della regione per circa 550mila impiegati, emerge anche la prospettiva di allargarsi verso le realtà più piccole che possono sfruttare la cassa in deroga.

 

Leggi il 30° rapporto semestrale della Cisl