Tutti addosso alla “Casta”, ma non è Letizia.

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La gente è “incazzata nera” e sul web, da un anonimo bene informato, sono state pubblicate le modalità attraverso le quali, con interventi di bassa lega (è un giudizio etico, non la Lega del Sud) i parlamentari cancellano addirittura le multe per se stessi, amici, parenti e colleghi.

In circa ventimila hanno manifestato in un solo giorno il loro “disappunto” (vogliamo chiamarlo così?) e la casta teme una ripetizione della “sollevazione” antipolitica di inizio anni 90. E cosa fanno? Quello che fanno sempre: chiacchiere inutili, false promesse, proposte che non vedranno mai la luce.

La "Casta"

Sentite cosa propongono, da un brano che abbiamo preso a caso (da Il Secolo XIX): “Per rispondere alla nuova ondata anti-casta, c’è un drastico taglio di deputati e senatori, oltre alla previsione che l’indennità parlamentare sia commisurata al lavoro svolto. Il Palazzo sente la pressione dell’opinione pubblica e annuncia un’accelerazione delle riforme istituzionali per snellire la politica. E dunque 445 parlamentari in meno, rafforzamento dei poteri del premier e dell’esecutivo, fine del bicameralismo perfetto. Il governo Berlusconi rilancia. E mette sul tavolo una riforma costituzionale delle istituzioni. Con una bozza firmata dal ministro Umberto Bossi, venerdì all’esame del Consiglio dei ministri, che richiama in alcuni passaggi la riforma approvata dal Parlamento e bocciata dal referendum nel 2006. Nella bozza del governo, il presidente del Consiglio diventa «primo ministro». E nasce il «Senato federale». A sostegno del governo vanno norme per accelerare l’iter legislativo e un meccanismo di sfiducia costruttiva anti-ribaltone. «Siamo passati ai fatti», esulta il ministro Roberto Calderoli. Ma l’opposizione si mostra a dir poco scettica sulla possibilità che una riforma di tale portata possa essere varata entro fine legislatura. «Ci auguriamo non sia la solita boutade estiva», afferma Antonio Di Pietro, pronto però a «valutare» la bozza. «Sembra un espediente per continuare a stare lì, più che per fare la riforma necessaria», dice Massimo D’Alema.”

Vi viene da ridere? Allora siete normali.

Calderoli esulta, “ma che cosa esulti se non avete ancora fatto un’ostia? (direbbe quel fine umorista di Renato Pozzetto).

Di Pietro e D’Alema, accomunati dal cognome D_staccato, sono perplessi, beati loro.
Noi invece siamo certi, come mai in vita nostra, che non succederà davvero nulla. Ma tira una brutta aria e lasciare, ancora una volta, che possa essere la magistratura a mettere la parola fine ad una fase politica disordinata e convulsa è davvero da incoscienti.
E “incoscienti” prendetelo per un eufemismo.