CONCESIO – E’ morto don Mazzolari: il messaggio del sindaco Retali

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Da ieri mattina la Chiesa bresciana ha perso un suo profeta, che amava stare con gli ultimi e gli indifesi per sostenerli contro l’oppressione e la schiavitù. Era questa l’idea evangelica di monsignor Cesare Mazzolari, il vescovo di Rumbek, nel Sud Sudan in Africa, morto ieri a 74 anni in seguito a un malore che l’ha colpito mentre stava celebrando una messa.

E la morte è avvenuta proprio nel giorno della festa della Beata Vergine Maria del Monte del Carmelo venerata nello stato africano che sabato scorso è diventato indipendente con una cerimonia presieduta dal prelato bresciano per il “Sud Sudan orgoglioso di diventare una nazione” come aveva commentato in quell’occasione. Il presule bresciano era nato nel 1937 e a soli ventincinque anni venne ordinato sacerdote prima di farsi carico della missione religiosa che l’ha portato prima negli Stati Uniti tra gli operai delle miniere e nel 1981 in Sudan dove nove anni dopo venne nominato amministratore apostolico della diocesi di Rumbek, uno stato abitato da circa 3milioni di persone.

La sua opera religiosa si è distinta soprattutto per aver liberato 150 bambini ridotti in schiavitù prima di affrontare la guerra sudanese e rimanere in ostaggio dei guerriglieri e, nel 1999 l’ordinazione a vescovo da parte di Papa Giovanni Paolo II. Il suo messaggio puntava a “non dimenticare perché la gente del Sud Sudan ha bisogno di una pace giusta nel rispetto dei diritti umani e di uno stato considerato più povero d’Africa con 40 anni di guerre tribali all’insegna degli interessi economici”. Ma la scorsa settimana la sua richiesta ha raggiunto l’obiettivo con l’indipendenza del Paese africano.

Stefano Retali

Tra le tante testimonianze di ricordo, affetto e ringraziamento giunte da Brescia verso quel prelato che ha sempre preferito vivere in povertà contro i poteri forti, si può segnalare anche il messaggio che il sindaco di Concesio Stefano Retali ha espresso dopo la morte del prete. “Voglio esprimere a nome della Giunta e del Consiglio comunale, ma anche di tutta la comunità – si legge nell’intervento – il mio cordoglio ai familiari e all’associazione Cesar per l’improvvisa scomparsa di mons. Cesare Mazzolari.

La sua è una figura di grandissimo significato, direi luminosa. Per trenta anni ha operato nel Sud Sudan ed è stato uno dei massimi protagonisti della lotta per l’indipendenza, raggiunta da pochissimi giorni a prezzo di una lunga guerra e di enormi sacrifici umani. Si è sempre battuto con coraggio contro la violenza, il disprezzo dei diritti umani, l’orrore dei bambini-soldato e l’estrema povertà della gente del Sud Sudan che tanto ha amato. E’ morto in Africa – continua il messaggio – nella terra che sentiva ormai sua, nella sua Chiesa di Rumbek”.

E il discorso del primo cittadino coinvolge anche la comunità valtrumplina, visto che aveva un forte legame con il paese. “Qui vivevano molti dei suoi familiari e qui, nel luogo natale di Paolo VI, aveva alimentato la sua forte fede e il suo slancio missionario verso gli ultimi. Recentemente – si ricorda – era stato insignito del Premio della Bontà intestato proprio al pontefice bresciano e proprio qui c’è la sede legale dell’associazione Cesar che ha portato avanti la sua azione in Sud Sudan con grande slancio di  volontariato e importanti risultati. Non verrà dimenticato – conclude il messaggio – perchè la sua testimonianza rimarrà anche dopo di lui”.