BRESCIA – La provincia “piena” dice basta ai profughi del nord Africa

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La preoccupante situazione degli emigrati sbarcati a Lampedusa dal nord Africa per scappare dalle guerre o trovare uno stile di vita migliore rispetto a quanto si faceva prima oltre il Mediterraneo, sta creando dei problemi di vivibilità in provincia, secondo il presidente del Broletto Daniele Molgora, che ieri ha inviato una lettera a tutte le autorità competenti tra la cosiddetta “cabina di regia” delegata per la distribuzione dei migranti in Italia, i prefetti, la Regione Lombardia, il commissario straordinario per l’emergenza e il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

440 migranti sono arrivati in provincia

“Dopo il tavolo provinciale istituito dalla prefettura sul caso dove abbiamo ribadito la nostra posizione – si legge nella missiva – contestiamo il fatto che, nella loro distribuzione sul territorio, non si sia tenuto conto del 16% di stranieri già presenti nella nostra zona da aggiungere a quelli clandestini che rendono Brescia il terzo paese in Italia per il numero di stranieri e primo nel rapporto con gli italiani”. E il richiamo di Molgora prende in considerazione anche la Valcamonica dove nei giorni scorsi sono arrivati altri profughi.

“Concentrare l’85% in un’unica area geografica – recita la nota – può creare seri problemi di ordine pubblico e vigilanza manifestati dalle autorità locali”. Poi la lettera del presidente leghista punta anche sulle preoccupazioni sanitarie visto che, secondo lui, la grande vicinanza tra gli stranieri in abitazioni o strutture piccole può dare problemi fisici che l’Asl ha lamentato. Per questo motivo la missiva spera di trovare nuovi stabilimenti più sicuri e vivibili dove destinare i profughi alla vita sana e senza i rischi di essere chiusi come sardine.

Dal Broletto il no a nuovi profughi

Fino ad oggi, ricorda ancora Molgora, sono arrivati in provincia 245 immigrati e altri 195 sono previsti nei prossimi giorni, poi ancora 1100 in seguito alla presunta nuova ondata. “Questi arrivi si innestano su una situazione già pesante – si legge nella lettera – visto che siamo oltre il 14% ritenuto critico per l’ordine pubblico. L’emergenza profughi non è iniziata in Italia nell’aprile scorso con lo scoppio della guerra in Libia, perchè è un annoso problema del Nord Italia che fino adesso è sempre stata la meta per i migranti”. L’analisi del presidente di via Paolo VI va avanti richiamando le istituzioni sulla situazione oggi poco gestibilie.

“La Provincia non si è mai sottratta alle proprie responsabilità istituzionali e morali – si legge nella lettera – e comprendiamo che tocca a noi risolvere i problemi del paese, però abbiamo già dato molto e la tensione sociale è aumentata e dobbiamo difendere anche le comunità locali”. E Molgora non manca di accenni su interventi drastici. “Non vorrei essere costretto ad attivare misure restrittive della circolazione e di controllo sulle strade provinciali interessate, se non addirittura di blocco totale”. La lettera si conclude chiedendo nuove regole sulla distribuzione dei migranti in Lombardia e le verifiche prima di fare i trasferimenti.

Monica Rizzi

Oggi, intanto, sul caso è arrivata anche la presa di posizione dell’assessore bresciano allo Sport e ai Giovani della Regione, Monica Rizzi che si muove sulle stesse opinioni di Molgora. “Mi sembra assurdo – ha commentato – che sia toccato proprio alla Provincia di Brescia il compito di ospitare la maggior parte dei profughi destinati al territorio lombardo. Credo quindi che bisognerebbe rivedere i criteri di assegnazione”. E alla fine esula il Pirellone dalle critiche sulla situazione dei profughi. “Respingo però – ha concluso l’assessore – le accuse lanciate contro la Regione rea, secondo alcuni, di non aver fatto nulla, visto che le decisioni sul caso non sono compito nostro, ma della Prefettura di Milano”.

E’ andata avanti anche oggi, martedì 5 luglio, la querelle sul caso dove sono intervenuti ancora la consigliera regionale bresciana e il presidente di Palazzo Broletto Daniele Molgora in risposta all’assessore alla Sicurezza del Pirellone Romano La Russa. “Credo – ha commentato la Rizzi – si stia sottovalutando quella che, ogni giorno che passa, sta diventando una vera e propria emergenza. Per questo domani porterò la questione all’attenzione della Giunta Regionale dove sono convinta di trovare la solidarietà e l’attenzione di tutti. Perché non si può lasciare sola una Provincia, come quella di Brescia, che è già prima in Italia per presenza di cittadini stranieri sul territorio”.

Romano La Russa

Con queste parole l’assessore allo Sport e Giovani ha commentato la presentazione avvenuta nella seduta di oggi del Consiglio Regionale di una mozione firmata dai consiglieri Bossi e Toscani sull’emergenza profughi in provincia. “Così com’è la situazione non è più sostenibile – ha commentato anche Renzo Bossi – chiediamo una nuova ripartizione e ricollocazione di questi profughi secondo alcuni criteri ben precisi. Uno di questi è il non superamento della quota dello 0,5% degli stranieri nei comuni al di sotto dei 5000 abitanti”. “Pensate a quel che è successo nel comune di Corteno Golgi – ha raccontato il consigliere Pierluigi Toscani – dove sono stati mandati 70 migranti in una realtà di 300 abitanti. In pratica poco meno del 25% della popolazione, un dato che non può non destare preoccupazione nella popolazione soprattutto per questioni di sicurezza”.

E l’analisi finale la dà ancora Monica Rizzi. “Come presidente del tavolo territoriale di confronto della Provincia – ha aggiunto – ho potuto raccogliere di persona la preoccupazione dei sindaci della zona, soprattutto dei paesi della Valcamonica e delle comunità montane che si sentono abbandonate. L’assessore alla Sicurezza della Regione, Romano La Russa, mi ha confermato che metterà in campo ogni risorsa a sua disposizione per cercare di migliorare la già difficile situazione attuale”. Sulla vicenda è intervenuto di nuovo il massimo rappresentante del Broletto Molgora in risposta a La Russa. “La Provincia di Brescia è sempre stata presente, ove invitata, alle riunioni milanesi. Dispiace considerare che fosse talmente attento da non essersi accorto della presenza dell’assessore provinciale alla sicurezza Mario Maisetti, oltremodo interessato alla questione anche perchè camuno.

Figuriamoci se in quella sede le nostre richieste potevano essere ascoltate, visto che La Russa non si ricorda nemmeno i serrati confronti avuti. Ma volendo essere costruttivi – ha commentato Molgora – anzichè professionisti dello scaricabarile, come avviene a chi non ricorda neppure le richieste della seconda provincia della Lombardia, non rimane che formalizzare una proposta che invierò nella giornata di domani a tutti i soggetti della Cabina di regia per l’emergenza profughi elaborata sulla base di nuovi criteri di distribuzione, individuati anche nel rispetto dei territori più martoriati da questo problema”.