ROMA – La cronaca dell’Assemblea nazionale di Confartigianato

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In giugno 2700 delegati, imprenditori e dirigenti del Sistema Confartigianato hanno invaso l’Auditorium Parco della Musica per la 65° assemblea nazionale della più rappresentativa organizzazione della micro e piccola impresa italiana. Sul palco, oltre al Presidente Guerrini, è intervenuto il Ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, che ha dato le linee guida della sua idea di riforma fiscale .

Dal Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, al Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, passando per il titolare della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e quello per gli Affari regionali, Raffaele Fitto. Alle autorità sedute in prima fila, il Presidente Guerrini ha riportato l’umore degli imprenditori del paese. Molti i problemi, ma ancor più forte è la voglia di dare una sterzata ad un andamento economico non certo esaltante.

“La crisi sarà anche passata, ma la crescita stenta a riprendere, il sistema economico italiano soffre ancora: non è mancanza di ottimismo, ma realismo di imprenditori seri che guardano negli occhi la realtà, un realismo senza sconti su cui fondare la nostra analisi e a partire dal quale tracciare le linee di uscita dalla crisi”, ha detto il Presidente Guerrini dal palco dell’Auditorium Parco della Musica. Ma l’attuale contesto politico italiano, fatto di polemiche continue, di incertezza, di strilli e insulti non è ciò di cui ha bisogno il paese. “Lasciatemelo dire, e sono certo che questo pensiero è condiviso da tutti i miei colleghi: il Paese intero ha bisogno di politica, non di polemica, non vogliamo più sentire questo assordante rumore di fondo di contrapposizioni e reciproci attacchi continui che lasciano fuori i problemi concreti – ha continuato il Presidente nel suo discorso – Così si perde tempo, si perdono risorse, si perdono i treni che ci possono portare fuori dalla crisi”.

Per uscire dalla crisi, ha detto senza mezzi termini il Presidente Guerrini dal palco dell’auditorium, serve una coraggiosa riforma fiscale, un taglio netto ai cavilli burocratici, una decisa spinta al lavoro giovanile e un generale riallineamento dei parametri italiani a quelli europei. Denunce supportate dai numeri del rapporto annuale dell’Ufficio studi di Confartigianato. Qualcosa in questi ultimi tempi è stato fatto. Ma quello di cui il Paese ha bisogno, è un progetto strutturale a lungo termine.

“Certo, Ministro Tremonti, abbiamo apprezzato la chiarezza, il rigore ed il realismo contenuti nel Documento di Economia e Finanza che traccia le prospettive per garantire il pareggio di bilancio per il 2014”, ha poi aggiunto. La risposta del governo non si è fatta attendere. Sul palco, quest’anno, è salito il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, laddove tradizionalmente interviene il ministro per lo sviluppo economico.

Una presenza che ha permesso ai rappresentanti del Sistema Confartigianato di tracciare un quadro completo degli attuali scenari economici. “I fattori che hanno causato la crisi sono ancora tutti presenti – ha denunciato il Ministro Tremonti – La massa dei derivati, che sono scommesse, è uguale a com’era prima della crisi, nel 2007/2008. Le regole che i banchieri avrebbero dovuto fare per se stessi, hanno permesso ai banchieri di salvarsi da ciò che invece era ineluttabile destino. Tutto ciò che ha causato la crisi – ha aggiunto – è ancora tutto in atto e in essere”.

Se le ombre della crisi economica sembrano ancora aleggiare sul mercato mondiale, in Italia, negli ultimi giorni, il Governo sembra aver aperto ad una riforma globale del sistema fiscale. Inevitabilmente, avendo di fronte una sala gremita di imprenditori, il ministro dell’economia ha chiuso il proprio intervento approfondendo questo tema. “La riforma fiscale presuppone un finanziamento, se non può essere fatta in deficit. Escludo che possa essere fatta in deficit, perchè se così fosse il giorno dopo salgono i tassi ed il giorno dopo devi aumentare le tasse.

Generalmente viene fatto dal governo che viene dopo, perchè chi ha fatto questo scherzo la paga cara – ha aggiunto prima di concludere il proprio intervento e di raccogliere l’applauso di una sala gremita di imprenditori – Credo che la logica del prelievo debba e possa essere un pò modificata in considerazione di tre elementi: i figli, il lavoro ed i giovani”. L’Assemblea, però, non è solo il momento di confronto con le istituzioni ed con il governo, è anche, e soprattutto, l’occasione per incontrarsi e celebrare la vita associativa di Confartigianato.

Come da tradizione, anche quest’anno è stato assegnato il premio Giano, il riconoscimento che va alle migliori realtà del mondo dell’artigianato. Quest’anno, il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, ha premiato Aklilu Petros, il preside di quella Scuola dei mestieri che ha dato lavoro e speranza a molti giovani etiopi.