Ancora su Napoli….e riforma del fisco.

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Leggo un articolo di Vittorio Feltri (e m’inchino al maestro), su “ilGiornale.it” di oggi, che parla di “monnezza” a Napoli e lo fa da par suo, ma anche da “par mio”. E, pure lui, si chiede come pensano di risolvere il problema i napoletani se da nessuna parte del loro territorio vogliono vedere discariche o inceneritori.

Noi, qui a Brescia, abbiamo un inceneritore che ci invidia mezza Europa e mai a nessuno di noi è venuto in mente di mettersi a fare le barricate per abbatterlo. Abbiamo anche qualche discarica qua e là che poi è stata regolarmente coperta di verde e ora produce anche gas.

Siamo più “fessi” dei napoletani? O, davvero, come scrive Ferltri, pensano di esportarli in Germania e far pagare le fatture allo stato Staremo a vedere.

Intanto, ascoltando come ogni giorno, di prima mattina, le varie trasmisisoni di approfondimento dei vari tg sento il Presidente della Provincia di Varese, un leghista, che cita un esempio di fisco federale a due passi da casa sua, ma anche dalla nostra: la Svizzera che, dice lui, non è proprio un esempio di arretratezza della macchina organizzativa dello stato, e io sono d’accordo, anche se non sono leghista.

Nei Cantoni fanno così: 40% del gettito fiscale ai comuni, 40% ai Cantoni, 20% allo stato federale che garantisce i servizi stabiliti dalla costituzione. Mica una roba fantascentifica!

Basterebbe andare dai cugini ticinesi e farci prestare le loro “scritture”, copiarle pedissequamente e applicarle anche da noi.

Troppo facile? Avete ragione. Cosa avremmo da scrivere sui nostri giornali se fosse tutto così semplice?