MARMENTINO – “Stria” di Luigi Simoni

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Da pochi giorni è in edicola il nuovo romanzo a fumetti, quinto della serie, edito dalla storica e prestigiosa Editrice Sergio Bonelli, indimenticato padre del sempreverde Tex Willer.

Sotto il titolo evocativo di “Stria”, ovvero strega, si sviluppa un poderoso ed avvincente romanzo di ben 320 pagine scritte, sceneggiate e disegnate fin dalla copertina da Luigi Simeoni. in arte Sime, apprezzato disegnatore e sceneggiatore di fumetti nato a Brescia il 4 settembre 1967.

Formatosi presso lo Studio di Arti visive Rubèn Sosa, dove conosce alcuni dei futuri compagni della “banda bresciana” con i quali realizza, tra il ’91 e il ’95, le testate Fullmoon Project e Hammer, edite rispettivamente da Center Tv e Star Comics. Parallelamente il nostro Sime crea personaggi propri, “Dottor Jeckill e Mrs Hyde”, “Zompi” e “Il Lupo Mannaggia” pubblicati da Acme/Macchia Nera su Zio Tibia e Cattivik.

Alternando gli stili (dall’umoristico, al grottesco. al realistico) e i ruoli (soggettista, sceneggiatore e disegnatore) dal ’95 inizia a collaborare con la Sergio Bonelli, prima entrando a far parte dello staff di Nathan Never, quindi realizzando nel 2002 il Maxi Gregory Hunter a chiusura della Saga del Ranger dello Spazio, in seguito realizzando nel 2007 “Gli Occhi e il Buio”, secondo volume della collana Romanzi a Fumetti e un’episodio della mini serie Volto Nascosto.

Nel 2011 realizza una storia breve per Dylan Dog Color Fest. Fin qui notizie specialistiche che riguardano il caleidoscopico mondo delle nuvole parlanti, mondo che continua, nonostante l’esplosione dei media e di internet, ad affascinare intere generazioni di appassionati. Ma la notizia più interessante per noi valtrumplini è che, per la prima volta, un romanzo a fumetti è ambientato in una località della nostra Valle. In particolare scopriamo che a fare da scenografia alla storia bonelliena è un Comune dell’Alta Valtrompia, ovvero Marmentino che, con il suo abitato riprodotto in un’ambientazione dei primi anni ’80, le sue cascine, i suoi boschi e le sue località diviene co-protagonista del romanzo.

La storia, nella quale compaiono qua e la abitanti locali che parlano correttamente il nostro dialetto, narra di una vicenda che coinvolge tre ragazzi e delle loro rispettive famiglie solite a trascorre le vacanze estive nella amena località triumplina. I protagonisti, dapprima fanciulli e in seguito adolescenti, sperimentano a poco a poco, nei boschi che portano ai piani di Vaghezza e al monte Ario, la propria indipendenza. Nel corso di un’avventurosa escursione, programmata da tempo, in una località denominata “pocia negra” (pozza nera) saranno protagonisti e al tempo stesso vittime di una tragedia che segnerà per sempre le loro esistenze fino ad un finale sorprendente che per ovvie ragioni riserviamo ai lettori del romanzo.

Nella prefazione al romanzo l’autore racconta che la “location” ove ambientare la nuova fatica editoriale gli è venuta incontro quasi inconsciamente. Marmentino è il luogo, infatti, ove Sime passa le proprie vacanze estive da anni, e la mappa del territorio di questo lembo dell’Alta Valtrompia è in lui impressa come un vivido tatuaggio mentale, poi traslato nei mirabili disegni sulla scorta dei quali si dipana il romanzo.

Sempre nella prefazione apprendiamo che ad ispirare l’autore sono state alcune storie locali come “La strega di Marmentino” e la “Strega Ballerina”. Nel ringraziare Gigi Simeoni per l’attenzione e il risalto riservato alla nostra Valle e a Marmentino in particolare non ci resta quindi che invitare i più curiosi a recuperare quanto prima il romanzo in edicola ed abbandonarsi per alcuni piacevoli e avvincenti momenti alla vicenda de la “Stria” targata valtrompia.

 

di Giuseppe Mattei