Pontida a bocce ferme

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La premiership di Berlusconi non è più una certezza indiscutibile; la Lega può decidere di andare da sola; il patto di stabilità sta facendo annaspare i virtuosi comuni  padani; Equitalia è contro i cittadini e la guerra in Libia è sbagliata; Tremonti è un’altra certezza che traballa e Maroni la nuova trota, l’identità padana deve riprendere il volo.

Tutte novità che, francamente, ci colgono un pò alla sprovvista. Pensavamo che, dopo la sberla delle amministrative, non succedesse nulla e invece, guarda un pò che rivoluzione, a Pontida, nella valle del Po.

Berlusconi, l’avevo scritto in un editoriale sulll’online, sembra un pesce fuor d’acqua, ripetitivo, noioso, senza creatività nelle scelte. D’altra parte, da Pontida, ci fanno sapere che quando deve decidere “si caga sotto”.

Certo, se questi sono i leaders che devono portarci oltre le frontiere della vecchia politica, stiamo freschi.
Intanto i problemi in Europa sono tali da far tremare i polsi. La Grecia è sull’orlo del fallimento e le banche francesi e tedesche hanno tanti titoli greci nei loro portafogli che, se davvero la cosa dovesse succedere, rischiano il default.

A confronto il caso dei bond argentini sembrerebbe una passeggiata e Tanzi un benefattore

Dove andare, insomma, non è chiaro per nessuno. A bocce ferme si resta al “giorno per giorno”, con l’enigma di una riforma fiscale che rischia di far precipitare il debito pubblico e l’orizzonte strategico che, se va bene, arriva alle elezioni del 2013
Nonostante i toni forti, i messaggi sono deboli. C’è ancora nebbia in val “Padania”